Memorie di guerra dei conselvani – Un secolo di cronache e immagini

Un gruppo di soldati italiani a Conselve dopo la ritirata di Caporetto

Ferruccio Sabbion
Memorie di guerra dei Conselvani – Un secolo di cronache e immagini
3° Quaderno del Comune di Conselve – Conselve 2010

È stato edito nel 2010 questo terzo “Quaderno del Comune di Conselve”, scritto da Ferruccio Sabbion. Raccoglie la storia e le preziose storie di conselvani che hanno avuto a che fare con i due grandi conflitti mondiali ed è in qualche modo il completamento del percorso avviato qualche anno prima dallo stesso Sabbion con la pubblicazione del primo Quaderno, dedicato al ventennio fascista e intitolato “”I testimoni raccontano – Fascismo e resistenza nel conselvano”.

In questo volume, ricco di immagini anche inedite frutto in parte dell’archivio personale dell’autore e del suo certosino lavoro di ricerca, viene raccontato come la società di questo borgo della campagna a sud di Padova, non troppo grande ma storicamente importante, ha vissuto i due conflitti. La sua gente, i suoi eroi, gli avvenimenti della Grande  Guerra, il lungo periodo del fascismo e la Seconda guerra mondiale. Stupisce scoprire quanti protagonisti di questi conflitti siano stati originari di questa terra.

Sabbion-I-Guerra-copNoi ci soffermiamo alla parte riguardante la Grande Guerra. Se non vi sono state medaglie d’oro, eroi da prima pagina, le figure espresse da Conselve non assumono per noi, oggi, minore significato. Così, ad esempio, è di straordinario interesse il lavoro di Gino Meneghini, fotografo tanto in paese quanto lungo le linee del fronte, immagini che testimoniano il clima e la quotidianità dei civili e dei soldati (dalla foto che ritrae i soldati che si turano le orecchie mentre un obice sta per sparare al giovane prigioniero austriaco che riceve  la visita dei genitori).
Oppure la storia di Leonida Schiona, che in guerra imparò un mestiere potendo accedere al brevetto di pilota di aerei, compì numerose imprese (al tempo, ogni volo era un impresa!), fu anche al fianco di Baracca e, congedato con la Croce di Guerra al valor militare, divenne pilota di aerei civili, fu il primo a raggiungere il record del milione di chilometri volati e fu complimentato per questo, nel 1938, da Hitler in persona.
E come dimenticare Lorenzo Quebella, ardito di guerra che meritò due medaglia al valor militare, d’Argento e di Bronzo, e la cittadinanza onoraria di Sernaglia della Battaglia, dove fu il primo a entrare dopo la ritirata austroungarica, e Guerrino Maniero, classe 1881, che vide la sua officina di carri agricoli requisita e trasformata in industria bellica, e dopo la guerra continuò ad avere importanti commesse per l’Aviazione e la Marina militare?
Al termine della Grande Guerra, l’entusiasmo portò tale Guglielmo Napolitan detto Greggio a issarsi sulla cima del campanile per infiggervi una bandiera tricolore: vi rimase fino al 23 settembre 1955!

Naturalmente Sabbion non scorda i numerosissimi caduti, di cui il volume riporta i nomi, date, luogo e motivo del decesso, e le traversie di chi rimase in paese, dove furono accolti anche i soldati ripiegati dopo la disfatta di Caporetto, durante e dopo la guerra. O i prigionieri di guerra, come Pietro Bernardi, morto in un campo di prigionia austriaco poche settimane prima del termine del conflitto. Non di rado sono riportati testi di lettere o ricordi diretti e, quasi come appendice, vi sono i monumenti che tramandano sulle pubbliche piazze del paese una storia da non dimenticare.
Emanuele Cenghiaro

 

 

 

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