Giuseppe Gasparini, studente di medicina

Era figlio di una delle più illustri famiglie di Piove di Sacco il giovane Giuseppe Gasparini, ufficiale di fanteria caduto in guerra sul monte Cengio nel 1916. Riportiamo le poche notizie che abbiamo raccolto su di lui grazie al contributo del suo concittadino, l’architetto Davide Doardo.

Francesco era il settimo di nove figli dell’ingegner Francesco Gasparini (1848-1935), celebre per essere il progettista del rifacimento del duomo di Piove di Sacco nelle forme attuali, ma autore – assieme poi al figlio Luigi – di numerose iniziative architettoniche e urbanistiche del territorio saccisico tra il 1880 e i primi anni Trenta del Novecento. La madre era invece Vittoria Giuseppina Ortensia Facchinetti (1861-1932), figlia di Giulio Facchinetti, anche lui ingegnere in Saccisica (progettò tra gli altri il Teatro Filarmonico di Piove di Sacco).

Giuseppe nacque il 21 giugno del 1895 e gli fu messo lo stesso nome di un altro sfortunato fratello, il quinto figlio dei Gasparini, morto il giorno dopo la nascita nel 1891. Contrariamente al padre e ad altri tre fratelli, Luigi Giuliano, Paolo Achille e Giovanni, scelse la carriera medica sulle orme del bisnonno Paolo e del fratello Giuliano Angelo (sarà medico anche il fratello Antonio, di due anni più giovane). La sua carriera universitaria si interruppe però da studente, al secondo anno di Medicina: appena ventenne si trovò a combattere sul fronte della Grande guerra, dapprima sul Carso e poi sull’altopiano di Asiago.


Nel maggio 1916 l’esercito austroungarico sferrò una poderosa offensiva nota in Italia come Battaglia degli Altipiani o Strafexpedition (spedizione punitiva) e come Frühjahrsoffensive (offensiva di Primavera) sul fronte opposto. Una battaglia che durò un mese intero e che coinvolse tutto l’altopiano di Asiago, dove l’esercito italiano la arrestò a fatica e con grande perdita di vite umane (oltre 230mila tra i due eserciti). Il fronte coinvolgeva anche il monte Cengio, dove il sottufficiale tenente Giuseppe Gasparini si trovava a combattere e dove perse valorosamente la vita combattendo il 3 di giugno. Non aveva ancora compiuto i 21 anni. L’azione che gli costò la vita gli valse una Medaglia d’Argento postuma al Valor Militare e la laurea di Medico chirurgo ad honorem.

Le circostanze della sua morte sono ben descritte nelle motivazioni del riconoscimento militare (Bollettino ufficiale del 4 dicembe 1917 – 89a Dispensa, dove erroneamente è stato riportato il nome “Gasperini”):

GASPERINI GIUSEPPE, da Piove di Sacco (Padova), sottotenente reggimento fanteria – Caduto il proprio capitano, assumeva il comando della compagnia, riordinandola e lanciandola ancora all’assalto col grido: «Avanti! Avanti!; vendichiamo il nostro capitano». Poco dopo, rimaneva ucciso: mirabile esempio di belle virtù militari. – Monte Cengio, 3 giugno 1916.

Nella cappella di famiglia dei Gasparini nel cimitero di Piove di Sacco si legge questa lapide alla sua memoria:

Goda pace

GIUSEPPE GASPARINI

decorato con medaglia d’argento

medico chirurgo ad honorem

Fiore di adolescenza puro e soave

la grande guerra lo travolse al suo apparire

lo allevò al comando dei valorosi

e nove mesi lo tenne in faccia alla morte

nelle aspre lotte del Carso fucina di eroi

poscia lo unì alla benedetta schiera

che sul monte Cengio

facendo coi sacri petti argine

alla traboccante austriaca protervia

la Patria salvò

Ivi cadde il 3 giugno 1916

e di là fu la spoglia gentile restituita

ai parenti agli amici al paese

il 20 aprile 1922

Lapide in memoria di Giuseppe Gasparini nel cimitero di Piove di Sacco (Foto Davide Doardo)

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