Marciare bisognava… la Grande Guerra e Villa Estense

Per caso, cercando informazioni su uno dei soldati decorati di Medaglia al valor militare di Villa Estense, ci è capitata in mano, reperibile e scaricabile gratuitamente sul web, la pubblicazione fatta dal comune padovano di Villa Estense nel 1915, in occasione del centenario della Grande Guerra. Si intitola “Marciare bisognava… Villa Estense nella Grande Guerra“.

A curare il prezioso volume di circa 180 pagine il dott. Luigi Contegiacomo, direttore dell’Archivio di Stato di Rovigo, che da pochi anni si stava occupando di sistemare l’archivio storico comunale. E il volume si apre con un interessante capitolo, a firma di Luigi e Vincenzo Contegiacomo, che, proprio a partire da quanto evidentemente emerso dai lavori nell’archivio, propone una panoramica sulla situazione storica e sociale di Villa Estense nell’Ottocento.

Segue poi il capitolo “L’ultima guerra risorgimentale: la Grande Guerra”, dopo il quale si ricordano tutti i 422 cittadini di cui si ha notizia, prestati alla Patria dal piccolo comune a sud di Padova, e in particolare i 97 caduti. Tra questi soldati, alcuni poterono anche vantare decorazioni come la medaglia d’Argento o di Bronzo. Oltre a ripercorre nomi e vicende, estrazione sociale e mestiere, originale e prezioso è l’aver richiamato in paragrafo apposito le famiglie che hanno offerto il più alto numero di soldati, anche quattro o cinque, alcuni dei quali mai più ritornati: padri e figli, mariti, fratelli, nipoti. Come quella – ne citiamo una per tutte – di Angelo Castellin e Giovanna Berto, che videro in guerra i figli Achille, Silvio, Antonio e Giulio, gli ultimi due purtroppo caduti. Un tributo che rende palese il dramma di intere famiglie, totalmente smembrate e segnate da un conflitto realmente troppo grande e che non guardava in faccia a nessuno, in particolare tra la povera gente.

Il volume approfondisce anche i piani previsti per la difesa lungo la linea dell’Adige, in caso che, dopo Caporetto, il Piave venisse superato. Riporta poi il diario, scritto in terza persona e con uno pseudonimo, delle memorie di guerra di Silvio Rossin, andato soldato giovanissimo. Conclude il tutto una raccolta di lavori di approfondimento realizzati in occasione del centenario da due classi terze delle scuole medie locali, a partire da fonti e testimonianze tra cui lettere e altri documenti riportati nel volume.

Lapide ai caduti di Villa Estense a palazzo Valentinelli (foto tratta dalla pubblicazione “Marciare bisognava…”)

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