Le “Note di guerra” di don Gennari a Grantorto

Sono un documento raro e prezioso le “Note di guerra” che don Gennaro Gennari, nato a Montecchio Maggiore nel 1856 e arciprete di Grantorto dal 1886 all’anno della morte, nel 1938, si prese la briga di redigere per cinque anni, iniziando poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia e terminando unanno dopo la fine del conflitto. E proprio il timore che il Paese, fino allora rimasto neutrale e anzi alleato con Austria e Germania, potesse fare il “salto nel buio” ed entrare in guerra, è la prima proccupazione del parroco nelle prime righe del diario: un timore che diviene realtà poche righe sotto.

Don Gennari  scrive con continuità, ma non tutti i giorni: a volte tra uno scritto e l’altro passano anche settimane.  Forse perché preso dalla situazione contingente, forse perché anche la guerra diventa quotidianità e si rischia di ripetere sempre le stesse cose: dunque, si annota se c’è qualcosa di nuovo. L’aumento del costo dei generi alimentari, l’arrivo di un nuovo battaglione che si acquartiera in paese e in canonica, il timore di un contrattacco austroungarico e così via. E poi, poco spazio all’emozione e alla narrazione, ma via libera ai commenti, incurante che qualcuno possa leggerli e tacciarlo di antipatriottismo. E sono parole a stemto trattenute, quelle del parroco di campagna, che non comprende l’insensataggine di quello che accade, che vede il clero e lo stesso papa bersaglio di attacchi ingrati, e i soldati portare l’immoralità tra la gente del suo paese. Danni che si vedranno poi, alla lontana, profetizza non senza ragione.

Da questo lungo elenco di avvenimenti, passaggi di soldati e arrivo di profughi, soldi che girano e ingiustizie che accadono, il tutto inframezzato da squarci sul vero pensiero dei combattenti e dei popolani che lui, da parroco, può ben conoscere, si ricompone un quadro che sorprende e affascina. E anche Grantorto, un paesetto su cui non è caduta alcuna bomba e a distanza di sicurezza dal fronte, appare protagonista della guerra: perché se è vero che i morti cadevano altrove, è anche vero che ogni luogo è vittima dei conflitti bellici e il centro della guerra non è solo uno, ma ovunque ci sia un essere che ne subisca ferite nelo fisico e nell’anima.

Le “Note di guerra” di don gennari sono state pubblicate dalla Biblioteca Comune di Grantorto nel 1988. Il volume, esaurito, si può leggere (velocemente, sono poco più di 90 pagine intutto) nella biblioteca comunale del paese.

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