Da Fontaniva al fronte a diciotto anni

Giovanni Munari
In guerra a diciotto anni
Il diario di guerra di un ragazzo del ’99
Fontaniva (PD) 2002

Parte da Fontaniva nel 1917 Giovanni Munari, ragazzo del ’99, ultima generazione chiamata alle armi e frettolosamente inviata al fronte, a 18 anni non ancora compiuti, per contrastare l’avanzata austroungarica nei giorni successivi a Caporetto.
In-guerra-a-18-anni-copNella grande e prezioso filone della memorialistica dei reduci dalla Grande Guerra, quest’opera si segnala per la freschezza che nasce dagli appunti trascritti su un diario scrupolosamente tenuto dall’autore durante tutto il periodo dell’arruolamento, dell’avvicinamento al fronte, la prigionia e il ritorno a casa. Decenni dopo quei tragici giorni, a settant’anni Munari riprende i suoi scritti e li trascrive con una rielaborazione fedele che ci fa rivivere, in modo che può sorprendere, la quotidianità di un giovinetto di campagna che ha fatto appena le elementari messo di fronte ad avvenimenti di portata enorme: le speranze, le paure, il coraggio, l’orrore, la sopravvivenza, la gioia del ritorno. E un nemico che non viene mai dipinto come tale, perché prevale, anche nei giorni dell’orrore, la consapevolezza che al di là dei reticolati vi sono altri uomini e altre vittime; più che con loro, Munari e  i suoi compagni sembrano prendersela con i propri ufficiali e i loro ordini che non di rado paiono insensati ed espongono a pericoli evitabili.

Giovanni Munar i muore nel 1982. Nella prefazione al suo diario, datata 1969, scrive:

“…Come povero e umile uomo di questo mondo ho un certo orgoglio di aver fatto la guerra 1915-1918, non già perché la guerra piaccia, sarebbe un sentimento insensato, ma perché penso che i sacrifici e patimenti in essa subiti abbiano un valore nella vita, anche se può sembrare il contrario.
Faccio presente che tutto ciò che racconto risponde a verità, senza nessuna aggiunta di fantasia.”

Il commento finale del generale Luigi Gratton aiuta a contestualizzare il racconto e a comprendere “a posteriori” quanto viene raccontato.
La foto di copertina, che abbiamo inserito anche in questo post, è stata concessa ai curatori del volume da Claudio Beneggi.

 

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