L’Istituto P.F.Calvi di Padova cataloga la sua biblioteca sulla Grande Guerra

Al progetto hanno collaborato le classi quarte e quinte

Le ricorrenze centenarie favoriscono talora la (ri)scoperta di veri e propri patrimoni dimenticati: è questo il caso dell’istituto tecnico commerciale Pier Francesco Calvi di Padova che, in occasione del centenario della Grande Guerra, ha ideato un progetto rivolto alla completa valorizzazione della cospicua sezione di testi dedicati al primo conflitto mondiale conservati nella propria ricca biblioteca (ben 22 mila documenti), un tesoro da non lasciare sepolto negli scaffali. In vero, si tratta di una raccolta alquanto eterogenea, che spazia dalla storia diplomatica a quella militare, dalla memorialistica all’aneddotica, dagli epistolari alle biografie, dalle edizioni celebrative alle raccolte di documenti, con edizioni ormai introvabili perché edite nell’immediato primo dopoguerra. Fatto quest’ultimo che, come ha illustrato lo storico Mario Isnenghi agli studenti della scuola nel corso di una conferenza, non ne intacca il valore perché «un corretto approccio agli studi storici impone di saper distinguere il fatto dall’interpretazione e dal ricordo», senza dimenticare che alcune opere hanno un valore tale da decretarne l’interesse al di là delle contingenze in cui sono nate tanto da garantirne ripetute edizioni fino ai giorni nostri.

Tutti i materiali del fondo, pur nella loro natura composita, sono parsi fin da subito funzionali a un impegno didattico e sono stati perciò catalogati grazie a un progetto promosso dalle docenti Patrizia Tramarin e Paola Zorzin, che hanno goduto anche del sostegno del museo dell’educazione dell’ateneo patavino. Da qui in avanti sono poi entrati in scena gli studenti delle classi quarte e quinte, coinvolti nella realizzazione di una pubblicazione (La Grande guerra nel catalogo di una biblioteca scolastica: il caso dell’Istituto P.F.Calvi di Padova, Cleup, 142 pp, s.i.p.) e nell’allestimento di una mostra sul «lungo risorgimento da Calvi a Battisti». Collegando in tal modo la Grande Guerra considerata come compimento delle lotte risorgimentali ovvero la quarta guerra d’indipendenza, e momento fondante nel processo di costituzione dell’identità nazionale, gli studenti hanno appurato come un filo rosso leghi i caduti del 1848 a quelli del 15/18. Un filo rosso che essi ritrovano ogni giorno entrando nel loro istituto: al di là dell’uscio incontrano il ritratto in bronzo del patriota Pier Fortunato Calvi, salendo la prima aula è dedicata all’irredentista Cesare Battisti.

Gli studenti, dopo aver preso a prestito e letto questi volumi della biblioteca scolastica, hanno redatto per ognuno di essi una scheda che garantisse uniformità di stili e di temi nella stesura dei commenti: spiegazioni e interpretazioni hanno quindi dato vita al catalogo che mantiene la freschezza e l’immediatezza dei loro contributi. Così il gruppo di studenti della classe quarta Cf Carlotta, Sofia, Christian e Sara chiosa il libro Sui campi di battaglia: il Trentino, il Pasubio e gli altipiani edito dal Touring Club Italiano ancora nel 1929: «Si può dire che in questo libro è il paesaggio che parla: sono le foto dei villaggi distrutti , delle pietraie carsiche, dei valloni, dei monti brulli e privi di vegetazione». Lorenzo e Luca della quarta Cb invece si sono avvicinati a un testo classico, Guerra del ’15 di Giani Stuparich e scrivono: «È un libro abbastanza impegnativo, ma alcune pagine sono davvero toccanti come quella in cui l’autore ferito viene accolto a Monfalcone da una donna che vive in una cantina». Mentre Paolo della classe quarta Cb annota a proposito del volume Tappe della disfatta di Fritz Weber: «Consiglierei questa lettura preferibilmente a chi si avvicina per la prima volta all’argomento perché noi ragazzi moderni non sappiamo cosa sia la guerra. Questo libro ce lo fa capire, anche perché esprime il punto di vista dello sconfitto».

Un modo intelligente, quello ideato dai docenti dell’Istituto Calvi, per avvicinare i ragazzi alla storia, materia oggi così negletta, utilizzando direttamente il materiale disponibile (e sconosciuto) della propria scuola. Da ultimo occorre dire che il catalogo è arricchito da un magistrale intervento dello storico Isnenghi sulle interpretazioni degli eventi della Prima guerra mondiale in epoca fascista e in quelle successive dagli anni della Seconda guerra mondiale ai giorni nostri. Poco più di una dozzina di pagine che da sole valgono più di molti altri testi vacui e insignificanti usciti per le celebrazioni centenarie.

Alberto Espen

(Articolo pubblicato ne “La Difesa del Popolo” del 23 aprile 2017)

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