Il museo della Terza armata

Ha sede nello storico palazzo Camerini di via Altinate, che fu dimora nel Cinquecento del grande umanista Pietro Bembo, il museo dedicato alla Terza armata, ovvero l’armata del Piave. L’edificio divenne sede, a partire dal 1941, di alti comandi militari tra cui, dal 1952 al 1972, il Comando Designato della Terza Armata.

Durante questo periodo che un importante evento celebrativo della Grande Guerra portò in città alcuni cimeli di grande rilevanza, ai quali si pensò di dare una sede stabile. Il museo fu quindi inaugurato il 30 agosto del 1956 per iniziativa del generale Aliberto Aliberti e racchiude cimeli e documenti relativi alla Terza Armata. Il patrimonio iniziale fu costituito dalle donazioni della famiglia Savoia, a cui apparteneva Emanuele Filiberto, duca d’Aosta, Comandante della Terza Armata, e della famiglia del generale Nino Villasanta, che di Emanuele Filiberto fu segretario particolare durante la guerra. Con il consolidarsi della sede museale il patrimonio fu ampliato dalle donazioni di altre famiglie di reduci, tra cui il conte Scroffa de’ Cumani di Este e i Buzzaccarini.

pal_Bembo
Palazzo Bembo Camerini

L’esposizione occupa cinque sale al piano terra e comprende principalmente preziosi documenti e fotografie che ritraggono le operazioni belliche al fronte; nelle sale ai piani superiori si raccolgono uniformi, armi storiche e cimeli. Di particolare interesse è l’intero corpus diaristico della Terza Armata – il diario storico – in cui sono raccolte annotazioni e dispacci della Grande Guerra riguardanti l’Invitta. D’interesse anche i cosiddetti «colombigrammi» (dispacci consegnati dai colombi), spesso disperati messaggi invocanti aiuto e rinforzi.
Altro fiore all’occhiello del museo è l’enorme collezione fotografica, straordinaria e fruibile tramite due “totem” multimediali touch-screen: conta venti album con scatti eseguiti sia dalla parte italiana che austriaca. Tra le tante, vi è l’unica foto conosciuta che ritrae la carcassa dell’aereo bruciato di Francesco Baracca, ma anche stupendi ritratti di vita quotidiana al fronte. Una sezione ulteriore è formata dalle fotografie aeree effettuate dal capitano Natale Palli, comandante della Squadriglia «Serenissima» che aveva sede a San Pelagio, tra cui un’immagine della flotta austro-ungarica alla fonda nel porto di Pola. A queste immagini vanno aggiunte le quattrocento lastre stereoscopiche, donate dal conte Scroffa de’ Cumani di Este in ricordo del bisnonno, ufficiale del Genio aerostieri nel 1915-18, che possono essere visionate attraverso un apposito macchinario ottico, detto «fotorestitutore», che ricrea una profondità tridimensionale.
Un grande cofanetto in cuoio, legno e bronzo, contiene le insegne da Maresciallo d’Italia del Duca d’Aosta, cioè il bastone del Comando e tre medaglie d’oro. La medesima stanza conserva un altro cimelio d’eccezione, la raccolta in dodici volumi di circa 60.000 firme di militari superstiti già appartenenti alla Terza Armata, raccolte tra il 1922 e il 1926: oltre alle firme dei personaggi celebri come i capi di Stato maggiore, Cadorna e Diaz, politici come Volpi, Turati e Federzoni, di Umberto di Savoia, Starace e Mussolini, vi si trova uno dei rarissimi autografi di Giuseppe Ungaretti. Tra le firme spicca, inoltre, quella di Maria Bergamas, la madre triestina di un giovane disperso sul monte Cismon, che nel 1921 fu chiamata a scegliere, tra le undici bare esposte nel duomo di Aquileia, la salma del Milite ignoto poi tumulata all’Altare della Patria di Roma.

Un columbigramma
Un columbigramma

Grande importanza ha pure la sezione cartografica, in ottimo stato di conservazione, che presenta carte disegnate a pastello, ogni mattina, per indicare la dislocazione delle unità. Tra le varie curiosità sono da citare le numerose cartoline utilizzate per incitare la sottoscrizione di prestiti alla nazione, nonché vari numeri di pubblicazioni distribuite al fronte per innalzare il morale dei soldati (i cosiddetti «giornali di trincea»). Vi sono anche esempi di falsi giornali con notizie infondate, diffuse dall’esercito nemico per ottenere l’effetto opposto e influire negativamente sul morale delle truppe italiane. Il museo ospita di frequente mostre tematiche e convegni. Nel 2015 una sala è stata destinata all’esposizione di reperti del 55° Reggimento fanteria, i cui soldati perirono durante un trasferimento per l’affondamento del piroscafo Principe Umberto che li trasportava.

Museo della Terza Armata – Palazzo Camerini
Via Altinate 59 – Padova
Info: tel. 049 8203430 – 049 8203427; fax 049 8203428
Mail: admuseo@comfopnord.esercito.difesa.it

Ingresso gratuito. Aperto: dal martedì al giovedì ore 9.00-12.00 e 14.00-17.50; venerdì ore 9.00-13.00 (pomeriggio chiuso); domenica ore 9.30-12.30 e 15.30-18.30; chiuso il lunedì e il sabato.

 

2 Commenti

  1. Buona sera,
    volevo avvisare che il museo della terza armata al pomeriggio chiude alle 17.50 ed il venerdì alle 13, il pomeriggio è chiuso. Anche il sabato chiuso.
    Sono stati aggiunti altri 2 numeri di telefono, 049 8203427 ed il fax 049 8203428.
    la mail per prenotare è admuseo@comfopnord.esercito.difesa.it
    Grazie e buon proseguimento di settimana
    Lgt. Giovanni Pio SANTORO – museo storico della terza armata

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