{"id":943,"date":"2014-12-03T07:22:51","date_gmt":"2014-12-03T06:22:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=943"},"modified":"2016-11-13T12:51:54","modified_gmt":"2016-11-13T11:51:54","slug":"giulio-zanon-medaglia-doro-v-m","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=943","title":{"rendered":"Giulio Zanon, Medaglia d&#8217;oro v.m."},"content":{"rendered":"<p>Il volume di Albino Bellon, <strong>I due secoli di Cadoneghe. Dal comune napoleonico al primo consiglio comunale repubblicano<\/strong> (Cecc, Vigodarzere, 1995) dedica un capitolo ai caduti in guerra del comune padovano. Qui si legge che \u00abla prima medaglia d\u2019oro della Grande Guerra fu un soldato di Cadoneghe, Giulio Zanon. Figlio di Innocente e di Anna Belli, era della classe 1892. Combatteva nel 13\u00b0 reggimento Fanteria 9\u00b0 compagnia. Aveva 23 anni il 30 giugno 1915 quando a Selz, alle ore 14.20, un gesto di generosit\u00e0 eroica lo consegn\u00f2 dalla vita alla storia. Ecco la motivazione della medaglia d\u2019oro:<br \/>\n\u201cCon abile abnegazione, sotto micidialissimo fuoco nemico, soccorreva e riusciva a trarre in salvo un soldato gravemente ferito. Durante l\u2019attacco alla baionetta, in una lotta corpo a corpo, liberava un soldato gi\u00e0 caduto prigioniero, uccidendo un nemico e fugandone altri. Visto in pericolo il proprio ufficiale, si slanciava avanti, facendogli scudo con il proprio petto, e cadeva valorosamente crivellato di ferite, Selz, 30 giugno 1915&#8243;.<br \/>\nGiulio Zanon non era nuovo a gesti del genere. Egli aveva gi\u00e0 avuto occasione di salvare il suo ufficiale. Ecco un brano del testamento del generale Lauro De Santis, che abbiamo potuto leggere per la cortesia del figlio generale Mario De Santis; il brano \u00e8 datato La Spezia, 13 gennaio 1917:<br \/>\n\u201cOggi ricorre il 2\u00b0 anniversario della mia forse avvenuta morte alle ore 7 e 50 minuti del mattino del 13 gennaio 1915, quando sono stato travolto dal crollo totale e completamente sommerso dalle macerie della caserma del distaccamento del 13\u00b0 Reg.to Fanteria di stanza nella citt\u00e0 di Avezzano negli Abruzzi, dove mi trovavo in servizio di prima nomina quale sottotenente di complemento, il giorno del terrificante terremoto che fece 15.000 morti nel comprensorio del Fucino. Sono svenuto? Sono morto? Non ho mai saputo o potuto dirlo perch\u00e9 al momento dello sprofondamento tra le macerie ho avuto la sensazione di perdermi nel nulla. Certo \u00e8 che la morte mi avrebbe comunque ghermito, sepolto vivo, come mi ero ritrovano, dato che non avevo la bench\u00e9 minima speranza e possibilit\u00e0 di uscirne vivo; cos\u00ec come ero immobilizzato completamente dal peso enorme del materiale che premeva su tutta la mia persona e non avevo ferite n\u00e9 fratture abbastanza gravi da accelerare, come speravo, la mia rapida fine. Per un insieme di circostanze incredibilmente fortunate, dopo alcune ore di sforzi sovraumani, il mio attendente soldato Zanon Giulio di Cadoneghe (Padova), primo decorato di medaglia d\u2019oro nella guerra 1915\/18, riusc\u00ec a riportarmi alla luce\u2026 rinato o risuscitato e molto malconcio&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p>La storia della prima <a title=\"Caduti e decorati padovani nella Grande Guerra\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=104\">medaglia d\u2019oro<\/a> ha un curioso strascico. Sempre il libro di Albino Bellon ricorda che il 2 novembre 1933 il colonnello Renzo Vaccari, comandante del 13\u00b0 reggimento di fanteria \u201cPinerolo\u201d di stanza a L\u2019Aquila invi\u00f2 al podest\u00e0 di Cadoneghe una lettera in cui comunica che il fratello di Giulio Zanon, Ernesto, aveva impegnato al Monte di piet\u00e0 di Camposampiero la medaglia per 150 lire e chiedeva, per le tristi condizioni in cui si trovava,\u00a0 di ricevere il sussidio annuale di cento lire che il reggimento inviava ai genitori del defunto. Da un accertamento risult\u00f2 che Ernesto Zanon non se la cavava in realt\u00e0 cos\u00ec male (aveva una piccola latteria e una propriet\u00e0 terriera in affitto) per cui il comandante, ritenendo il mantenere una cos\u00ec alta decorazione al Monte di piet\u00e0 \u201cun atto irrispettoso verso l\u2019eroico defunto\u201d, si dice intenzionato a tentare il recupero dell\u2019onorificenza. La medaglia fu ritirata dal Monte di piet\u00e0 il 6 marzo 1934.<\/p>\n<p><strong>Lorenzo Brunazzo<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Il volume di Albino Bellon, I due secoli di Cadoneghe. 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