{"id":3175,"date":"2021-03-27T10:02:25","date_gmt":"2021-03-27T09:02:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=3175"},"modified":"2021-03-27T10:47:28","modified_gmt":"2021-03-27T09:47:28","slug":"la-casa-di-rieducazione-per-mutilati-di-villa-wollemborg","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=3175","title":{"rendered":"La casa di rieducazione per mutilati Villa Wollemborg alla Guizza"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Villa Wollemborg alla Guizza di Padova ospit\u00f2 una casa di rieducazione per i mutilati veneti della Grande guerra. Ne parla Roberto Bettella, storico padovano, nel periodico &#8220;La Pagina di Padova Sud&#8221; dell&#8217;ottobre 2018. Con il gentile permesso dell&#8217;autore, riportiamo il testo integrale dell&#8217;articolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 20 agosto 1917 i primi sette mutilati entrano nella Casa di rieducazione professionale per mutilati Villa Wollemborg, organizzata dal Comitato Pro Mutilati di Padova per 40 posti, poi portati a 120. Il Comitato si era costituito ufficialmente il 18 febbraio 1916, in una riunione alla Croce d\u2019Oro in piazza Cavour. Presenti tra gli altri Cesare Saibante, presidente del Comitato della Croce Rossa, Gustavo Corinaldi, i medici Menotti Jorfida,\u00a0\u00a0Rodolfo Penzo e\u00a0\u00a0Umberto Stiasni, il nazionalista prof. Alfredo Rocco, l\u2019avv. Giovanni Milani,\u00a0\u00a0e il deputato democratico Giulio Alessio.<br>\u00a0Il Consiglio Direttivo del Comitato con sede presso la Camera di Commercio, viene formato il 9 aprile: Presidente \u00e8 il conte ing. Gustavo Corinaldi. Ne fanno parte il prof. Achille Breda, il deputato Giulio Alessio, il prof.\u00a0\u00a0Umberto Stiasni delegato alla parte tecnica, il prof. Alfredo Rocco e Arturo Diena delegati alla propaganda finanziaria.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Scopo principale del Comitato \u00e8 l\u2019apertura di una scuola di rieducazione dei militari mutilati in guerra, per metterli in grado di continuare nel lavoro. Come \u201cpatronato\u201d intende occuparsi di tutto ci\u00f2 che \u00e8 attinente con la necessit\u00e0 di cure, trasferimenti, licenze, diritti di sussidio e di pensione, ammissione negli istituti di rieducazione, uso e cambio di arti artificiali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema del luogo dove sviluppare l\u2019attivit\u00e0 viene risolto grazie alla concessione da parte di Maurizio Wollemborg e della moglie Livia Pavia della\u00a0\u00a0propria villa, probabilmente costruita tra il 1850 e il 1880 e\u00a0\u00a0che le cronache illustrano come ampia e signorile, situata alla Guizza a due chilometri appena dalla citt\u00e0 entro un parco incantevole. Parte della villa viene concessa a titolo gratuito e per un periodo compreso dal 29 gennaio 1917 al 31 agosto 1918 \u201cod quel prossimo giorno in cui finisce la guerra fra l\u2019italia e l\u2019Austria Ungheria ed i rispettivi alleati\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"787\" height=\"568\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-Wollemborg-laboratorio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3183\" srcset=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-Wollemborg-laboratorio.jpg 787w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-Wollemborg-laboratorio-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Villa-Wollemborg-laboratorio-768x554.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 787px) 100vw, 787px\" \/><figcaption>Laboratorio per mutilati e invalidi di guerra Villa Wollemborg<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Maurizio Wollemborg (1863-1952) \u00e8 il terzo dei tre figli di Giuseppe e di Giuseppina Jung. Ricco proprietario terriero, era stato Presidente dell\u2019Ospedale Civile dal 1906 al 1912 e abitava nel palazzo in via del Santo. Leone, il primogenito, aveva fondato le casse rurali nel 1883, era stato deputato di Cittadella dal 1892 al 1913, poi senatore. Aveva fatto parte del Governo Pelloux e del Governo Zanardelli. Il secondo genito Umberto, mor\u00ec il 21 maggio 1932 nella casa di via Ruzzante lasciando oltre un milione di lire in beneficenza.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attivit\u00e0 della Casa si svolge nel quadro normativo fissato dalla legge\u00a0\u00a025 marzo 1917 n. 481 che crea l\u2019Opera nazionale per la protezione ed assistenza degli invalidi di guerra e prevede per i mutilati e gli invalidi dismessi dagli Ospedali militari un periodo minimo di riabilitazione di 15 giorni e non superiore ai sei mesi, a spese dell\u2019Amministrazione militare. Il lavoro e la partecipazione ai corsi sono compensati con una paga giornaliera di una lira al giorno.\u00a0\u00a0Inoltre il\u00a0\u00a029 aprile\u00a0\u00a01917 viene fondata a Milano l\u2019Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra (<a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2463\">ANMIG<\/a>).<br>Il 26 maggio viene stipulata una Convenzione\u00a0\u00a0tra l\u2019Ospedale Militare Principale di Padova e il Comitato che prevede una retta giornaliera di\u00a0\u00a04.50 lire al giorno per i ricoverati con vitto e alloggio e\u00a0\u00a0lire 3\u00a0\u00a0per gli esterni.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo Caporetto la villa venne requisita per adattarla ad ospedale per le truppe di passaggio, \u201csi dovettero raccogliere in fretta mobili e suppellettili e ripararli alla meglio in ambienti vicini con spese e danni \u201c mentre i ricoverati furono accolti\u00a0\u00a0\u00a0nell\u2019Ospedale Militare Principale in via san Giovanni da Verdara. Fu quindi trovata una nuova sistemazione nella villa Rusciano presso Firenze dove nell\u2019aprile del 1918 si apr\u00ec un nuovo istituto gestito dall\u2019Unione dei Comitati Veneti Pro Mutilati di guerra. Contemporaneamente nel gennaio 1918\u00a0\u00a0\u00a0villa Wollemborg\u00a0\u00a0\u00a0viene requisita a favore dell\u2019Ospedale civile, sebbene l\u2019inaugurazione ufficiale di questa nuova funzione avvenga solamente il 9 giugno 1918.<\/p>\n\n\n\n<p>La Casa \u00e8 riaperta il 15 maggio 1919 e in giugno viene attivata un\u2019officina di protesi e si provvede all\u2019acquisto di macchinari, all\u2019assunzione di personale tecnico, alla costruzione di&nbsp;&nbsp;capannoni nel giardino della villa che diventa il punto principale di riferimento&nbsp;&nbsp;nel Veneto. Nella sua attivit\u00e0 accolse complessivamente 374&nbsp;&nbsp;\u201centrati e rieducati\u201d&nbsp;&nbsp;provenienti dalle citt\u00e0 della regione e oltre, cos\u00ec distribuiti nelle varie scuole: 66 per la scuola elementare,&nbsp;&nbsp;69 calzolai,&nbsp;&nbsp;18 per sartoria,&nbsp;&nbsp;24 zoccolai, 15 falegnami,&nbsp;&nbsp;12 viminai, 22 maglieria, 34&nbsp;&nbsp;postelegrafonici, 114 in agricoltura in collaborazione con la scuola di Brusegana. Per difficolt\u00e0 finanziarie ne fu decisa la chiusura per il 31 ottobre 1921.&nbsp;&nbsp;Il Comitato Pro Mutilati venne ufficialmente sciolto il 30 marzo 1927.<\/p>\n\n\n\n<p>Al 20 settembre 1915 i militari invalidi in Italia erano 1146; al giugno 1916\u00a0\u00a014 486. Secondo alcune stime nel 1926 si contavano 14.114 grandi invalidi; le pensioni liquidate a mutilati e invalidi in generale erano 675.000.<br><strong>\u00a0                                                       Roberto Bettella<\/strong><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Villa Wollemborg alla Guizza di Padova ospit\u00f2 una casa di rieducazione per i mutilati veneti della Grande guerra. 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