{"id":299,"date":"2014-07-17T09:49:49","date_gmt":"2014-07-17T07:49:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=299"},"modified":"2015-03-12T19:22:15","modified_gmt":"2015-03-12T18:22:15","slug":"da-san-pelagio-parte-il-volo-su-vienna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=299","title":{"rendered":"9 agosto 1918, da San Pelagio parte il volo su Vienna"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la ritirata di Caporetto nel padovano furono allestiti numerosi campi di aviazione. Proprio uno di questi, quello di San Pelagio oggi nel comune di Due Carrare, fu protagonista di una delle pi\u00f9 celebri azioni della Grande Guerra: il volo su Vienna di Gabriele D\u2019Annunzio.<br \/>\nIl campo, subito smantellato al termine della guerra, era stato predisposto di fronte al \u201ccastello\u201d, ovvero villa Zaborra, che oggi ospita il \u00abMuseo dell\u2019aria e dello spazio\u00bb, dedicato alla storia dell\u2019aviazione. Era considerato alla stregua di un deposito di aerei, ma la situazione cambi\u00f2 verso il mese di maggio, quando vi si stanzi\u00f2 l\u201987a Squadriglia detta \u00abSerenissima\u00bb, che era parte delle Divisioni di Cavalleria al comando di Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, Conte di Torino.<\/p>\n<p>Proprio da qui si svilupp\u00f2 l\u2019impresa di <strong>Gabriele D\u2019Annunzio<\/strong>, che l\u2019aveva ideata gi\u00e0 nel 1917 e che in occasione del quarto anniversario dall\u2019inizio della guerra intendeva sorvolare Vienna per dimostrare la superiorit\u00e0 dell\u2019aviazione italiana. A ritardare l&#8217;operazione vi furono per\u00f2 alcuni\u00a0problemi tecnici di autonomia per un volo di oltre mille chilometri, tra andata e ritorno, nonch\u00e9 molte ritrosie da parte del Comando italiano: l\u2019impresa pot\u00e8\u00a0essere tentata per la prima volta solo il 2 agosto 1918, ma i 13 piloti dovettero rientrare a causa della nebbia. Un nuovo tentativo fall\u00ec il giorno 8, ormai a Klagenfurt, per il forte vento contrario.<\/p>\n<p>La mattina successiva, il <strong>9 agosto<\/strong>, fu quella buona: alle 5.50 dal campo di San Pelagio si alzarono undici velivoli SVA (i velivoli Savoia Verduzio Ansaldo, vanto delle officine italiane).\u00a0Al centro dello schieramento si trovava il biposto Ansaldo SVA10 pilotato dal capitano <a title=\"Natale Palli, pilota\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=904\">Natale Palli<\/a>, su cui si trovava D\u2019Annunzio; ai lati, i dieci monoposto SVA5. Ma i tre pilotati da Francesco Ferrarin, dal capitano Alberto Masprone e da Vincenzo Contratti si fermarono ben presto per avarie al motore, quello del tenente Giuseppe Sarti atterr\u00f2 in territorio austriaco e fu catturato. Rimasero gli altri sei monoposto, di Antonio Locatelli, Gino Allegri, Ludovico Censi, Aldo Finzi, Pietro Massoni, Giordano Granzarolo, oltre a quello di D\u2019Annunzio.<br \/>\nAlle 9.20 la citt\u00e0 di Vienna fu sorvolata: dagli aerei, discesi a circa 800 metri di quota, furono lanciati 50mila volantini con un testo in italiano scritto dal D\u2019Annunzio e altri 350mila con un pi\u00f9 breve testo di Ugo Ojetti, tradotto in tedesco. I sette piloti e il poeta rientrarono a San Pelagio alle 12.40. Il raid, il pi\u00f9 lungo compiuto durante la guerra con i suoi mille chilometri, produsse nel mondo forte ammirazione.<\/p>\n<p>Ecco il testo del volantino di D\u2019Annunzio:<\/p>\n<p>\u00ab<em>In questo mattino d\u2019agosto, mentre si compie il quarto anno della vostra convulsione disperata e luminosamente incomincia l\u2019anno della nostra piena potenza, I\u2019ala tricolore vi apparisce all\u2019improvviso come indizio del destino che si volge.<br \/>\n<\/em><em>II destino si volge. Si volge verso di noi con una certezza di ferro. \u00c8 passata per sempre l\u2019ora di quella Germania che vi trascina, vi umilia e vi infetta.<br \/>\n<\/em><em>La vostra ora \u00e8 passata. Come la nostra fede fu la pi\u00f9 forte, ecco che la nostra volont\u00e0 predomina e predominer\u00e0 sino alla fine. I combattenti vittoriosi del Piave, i combattenti vittoriosi della Marna lo sentono, lo sanno, con una ebrezza che moltiplica l\u2019impeto. Ma, se l\u2019impeto non bastasse, basterebbe il numero; e questo \u00e8 detto per coloro che usano combattere dieci contro uno.<br \/>\n<\/em><em>L\u2019Atlantico \u00e8 una via che gi\u00e0 si chiude; ed \u00e8 una via eroica, come dimostrano i nuovissimi inseguitori che hanno colorato l\u2019Ourcq di sangue tedesco.<br \/>\n<\/em><em>Sul vento di vittoria che si leva dai fiumi della libert\u00e0, non siamo venuti se non per la gioia dell\u2019arditezza, non siamo venuti se non per la prova di quel che potremo osare e fare quando vorremo, nell\u2019ora che sceglieremo.<br \/>\n<\/em><em>Il rombo della giovane ala italiana non somiglia a quello del bronzo funebre, nel cielo mattutino.<br \/>\n<\/em><em>Tuttavia la lieta audacia sospende fra Santo Stefano e il Graben una sentenza non revocabile, o Viennesi. Viva I\u2019 Italia!<br \/>\n<\/em><em>Gabriele d\u2019Annunzio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Questo invece fu il ben pi\u00f9 concreto testo dell\u2019Ojetti:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Viennesi! Imparate a conoscere gli Italiani. Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libert\u00e0. Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne. Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libert\u00e0 nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi n\u00e8 pace n\u00e8 pane, e vi nutre d\u2019odio e d\u2019illusioni.<\/em><\/p>\n<p><em>Viennesi! Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perch\u00e9 vi siete messi l\u2019uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s\u2019\u00e8 volto contro di voi. Volete continuare la guerra? Continuatela, \u00e8 il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva \u00e8 come il pane dell\u2019Ucraina: si muore aspettandola<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il 20 settembre 1918, che allora era festa nazionale in ricordo della presa di Porta Pia, alla presenza del re Vittorio Emanuele III e del principe di Galles, il volo su Vienna fu celebrato\u00a0nel campo di aviazione di Padova\u00a0: le cronache raccontano di una rivista aerea formata da una cinquantina di aerei e un dirigibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Dopo la ritirata di Caporetto nel padovano furono allestiti numerosi campi di aviazione. 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