{"id":2551,"date":"2018-05-15T13:31:16","date_gmt":"2018-05-15T11:31:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2551"},"modified":"2018-05-15T14:43:30","modified_gmt":"2018-05-15T12:43:30","slug":"arte-come-memoria-un-volume-a-cura-di-marta-nezzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2551","title":{"rendered":"Arte come memoria, un volume a cura di Marta Nezzo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Marta Nezzo<\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>Arte come memoria<\/strong><\/span><br \/>\n<em>Il Poligrafo, 296 pp, 35,00 euro<\/em><\/p>\n<p>Agosto 1914: le truppe tedesche sono accampate nella citt\u00e0 belga di Lovanio, nelle Fiandre. Il giorno 25 al calar della sera, si scontrano con i soldati belgi. Nel bailamme dei combattimenti fu dato alle fiamme l\u2019edificio della biblioteca universitaria: bruciarono 300 mila libri, ottocento incunabuli, mille manoscritti. Ci spostiamo in Francia, neppure troppo lontano (trecento chilometri), precisamente a Reims: poco meno di un mese dopo, il 19 settembre al terzo giorno di bombardamenti, la citt\u00e0 francese \u00e8 trasfigurata, della splendida cattedrale gotica rimane in piedi soltanto la facciata, il resto \u00e8 polverizzato, annerito dalle fiamme.<br \/>\nQueste distruzioni furono l\u2019emblema tragico e sintomatico della fragilit\u00e0 del tessuto monumentale nei confronti di una guerra che nel maggio del \u201915 si sarebbe spostata anche sul fronte italiano, da allora esposto alla furia distruttrice delle armi. Un fronte drammaticamente vicino a Venezia, ad Aquileia ma anche alla nostra Padova, tutti centri ricchi, ricchissimi di un patrimonio artistico eccezionale stratificatosi nei secoli.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-2554 alignleft\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Arte-come-memoria-265x300.jpg\" alt=\"\" width=\"265\" height=\"300\" \/>Ripercorrere gli eventi che travolsero i siti monumentali a immediato ridosso della linea del fuoco significa pertanto entrare sia nella storia dei territori attraversati dai combattimenti sia nello straordinario lavoro di conservazione messo in atto per arginare i danni: un\u2019opera in cui, tra gli altri, si distinse uno tra i protagonisti del panorama culturale italiano, Ugo Ojetti, che coordin\u00f2, su incarico del Comando Supremo, le attivit\u00e0 di messa in sicurezza delle opere di maggior pregio presenti nei territori dell\u2019entroterra interessati dal conflitto. La questione della salvaguardia e tutela delle opere d\u2019arte in genere \u00e8 ora magistralmente illustrata dal volume <em>Arte come memoria<\/em> curato da Marta Nezzo, docente dell\u2019ateneo patavino. Merito della pubblicazione \u00e8 di raccontare quelle vicende attraverso l\u2019immediatezza e la potenza di una serie straordinaria di immagini, reperite in alcuni dei maggiori archivi nazionali.<br \/>\nNella sequenza delle immagini sfilano i provvedimenti assunti per la difesa delle opere (vedi, per esempio, le protezioni messe in atto per l\u2019altare maggiore della basilica del Santo cos\u00ec come quelle per la statua equestre del Colleoni a Venezia), le rimozioni (celeberrimi il \u00ablievo\u00bb dei quattro cavalli di S.Marco dalla basilica marciana di Venezia e la discesa a terra della statua del Gattamelata in piazza del Santo a Padova), il trasporto forzato oltre Appennino delle opere d\u2019arte, ma anche le devastazioni perpetrate nonostante tutto, a permanente memoria di ci\u00f2 che la guerra \u00e8: distruzione, rovina, sfacelo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_595\" aria-describedby=\"caption-attachment-595\" style=\"width: 184px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-595\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/bombardamento-DuomoPD-1917-e1409158083192-184x300.jpg\" alt=\"\" width=\"184\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/bombardamento-DuomoPD-1917-e1409158083192-184x300.jpg 184w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/bombardamento-DuomoPD-1917-e1409158083192.jpg 485w\" sizes=\"(max-width: 184px) 100vw, 184px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-595\" class=\"wp-caption-text\">Il duomo di Padova bombardato<\/figcaption><\/figure>\n<p>Se le prime fatali conseguenze di un bombardamento sul patrimonio artistico colpirono Venezia gi\u00e0 il 24 ottobre 1915 quando un ordigno cadde sulla chiesa di S.Maria degli Scalzi distruggendo un\u2019opera di Tiepolo, dalle distruzioni dei propri beni artistico-architettonici non rimase immune la citt\u00e0 di Padova: i bombardamenti nemici negli ultimi giorni del dicembre del 1917 causarono l\u2019incendio alla cupola della chiesa del Carmine, devastazioni al teatro Verdi, crolli nell\u2019area del Santo che interessarono il Museo civico, il duomo venne colpito pure il 4 febbraio 1918. La devastazione del tessuto urbano cittadino fu rilevante, a proposito del quale annotiamo numeri impietosi: 211 edifici patirono lesioni o addirittura la totale distruzione, mentre il bilancio delle vittime fu molto pesante con 130 morti e un centinaio di feriti. Per non dire delle rovine sofferte, a partire dalla strafexpedition del maggio del 1916, dai nuclei urbani e dalle chiese delle comunit\u00e0 dell\u2019altopiano di Asiago e, dopo la ritirata di Caporetto, per rimanere sempre nell\u2019ambito della nostra diocesi, dai centri di Valdobbiadene, Bigolino, Alano di Piave, Quero, Segusino, Vas, Valstagna, Campolongo sul Brenta. All\u2019indomani dell\u2019armistizio, per il ritorno alla normalit\u00e0, ci vollero molto impegno e pure moltissimo denaro, imposto in parte agli stati vinti come riparazione ai danni di guerra.<\/p>\n<p>Collezioni, biblioteche, archivi privati rimasti in sede lungo la linea del fronte, subirono incendi, furti, dispersioni e costituiscono tuttora una perdita difficile da calcolare. Il paesaggio, il tessuto urbano dei paesi dove si combatt\u00e9, furono cancellati, i palazzi, le chiese, le abitazioni risultarono distrutti: le immagini, inesorabili, mostrano pareti dipinte fessurate che si sgretolano alle intemperie, dilavate dall\u2019acque, mozziconi di pareti, campane asportate come bottino di guerra. Tuttavia, con il sostegno dell\u2019ente Opera di Soccorso per le chiese rovinate dalla guerra, si provveder\u00e0 a restaurare, edificare ex novo e restituire ornamento agli edifici sacri. Moltissime chiese della diocesi patavina &#8211; dai centri maggiori (Asiago, Valdobbiadene) a quelli minori (Foza, Gallio, Sasso, Roana, Canove, Camporovere, Tresch\u00e8-Conca\u2026) &#8211; sono testimonianza tangibile di quest\u2019opera indefessa di ricostruzione, che a cento anni di distanza sta ancora a suffragare la laboriosit\u00e0 e la fede delle popolazioni.<\/p>\n<p><strong>Alberto Espen<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vai alla pagina della <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?page_id=32\">Bibliografia su Padova e la Grande Guerra<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Marta Nezzo Arte come memoria Il Poligrafo, 296 pp, 35,00 euro Agosto 1914: le truppe tedesche sono accampate nella citt\u00e0 belga di Lovanio, nelle Fiandre. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2551\" title=\"Arte come memoria, un volume a cura di Marta Nezzo\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":2555,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3,77],"tags":[32],"views":2376,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2551"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2551"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2560,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2551\/revisions\/2560"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}