{"id":2412,"date":"2017-12-12T11:05:52","date_gmt":"2017-12-12T10:05:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2412"},"modified":"2017-12-12T11:06:14","modified_gmt":"2017-12-12T10:06:14","slug":"passeggiata-per-padova-ricordando-la-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2412","title":{"rendered":"Passeggiata per Padova ricordando la grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p>La richiesta di un turista che, incuriosito dal nostro sito, chiede indicazioni su cosa visitare a Padova sulle orme della Grande Guerra, mi spinge a scrivere questo post. In citt\u00e0 non si trovano trincee, tuttavia molti luoghi interessati a suo tempo dal conflitto non mancano (e lo scopo del nostro sito internet \u00e8 proprio quello di farlli conoscere). Purtroppo molti hanno perso la &#8220;memoria&#8221; di quanto \u00e8 accaduto ormai cento anni fa e troppi non sono visitabili. Possiamo per\u00f2 suggerire una passeggiata per le vie della citt\u00e0, ricordando che a questo <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?page_id=326\">link<\/a> avevamo a suo tempo indicato le proposte delle guide turistiche autorizzate. Diciamo subito che la passeggiata non conduce a villa Giusti, la sede dell&#8217;arimistizio, che si trova in periferia.<\/p>\n<p>Poniamo che la visita inizi dalla <strong>stazione ferroviaria<\/strong>: \u00e8 il punto di partenza, il luogo dove arrivarono a decine di migliaia i soldati per l&#8217;arruolamento in citt\u00e0, o sulle tradotte dirette al fronte. Qui sostavano e scendevano dal treno; fin dal 1915 la Croce Rossa aveva qui allestito un punto di ristoro e aiuto per i soldati in transito.<\/p>\n<p>Uscendo dalla stazione, in fondo a sinistra si noter\u00e0 la mole del <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=61\">Tempio della Pace<\/a>, il grande ossario di Padova che accoglie le spoglie di oltre 4mila soldati della Grande Guerra. Una sua visita dovrebbe concludere il percorso, ma potrebbe anche esserne l&#8217;inizio. Di fronte alla stazione si apre invece il lungo corso del Popolo, percorso da miriadi di soldati, come detto, diretti alle caserme per l&#8217;arruolamento e,pi\u00f9 tardi, da militari e profughi arrivati in citt\u00e0 dopo Caporetto. Le cronache parlano di un viale talmente affollato che fu necessario chiuderne il passaggio ai civili.<\/p>\n<p>L&#8217;itinerario potrebbe per\u00f2 partire prendendo la via verso destra, oltre la fermata del tram: ci si ritrover\u00e0, svoltato l&#8217;angolo, in viale Codalunga, di fronte a un bastione rinascimentale, il <strong>bastione detto &#8220;della Gatta&#8221;<\/strong>, che fu teatro della prima grande strage da bombardamento aereo in Europa, l&#8217;11 novembre 1916, quando vi morirono 93 civili. All&#8217;episodio segu\u00ec grande scalpore in tutto il continente. A questa <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=597\">pagina<\/a> ne potete sapere di pi\u00f9. Il sacello eretto sotto il bastione viene aperto in genere nell&#8217;anniversario della strage: vi si accede dal lato opposto, dove si trova anche un edificio eretto negli anni Venti come sede padovana e anche veneta dell&#8217;<strong>Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra<\/strong> (ANMIG), nata proprio a seguito della Grande Guerra per assistere l&#8217;enorme numero di feriti e invalidi.<\/p>\n<p>Proseguendo verso il centro citt\u00e0, oltre piazza Mazzini, si raggiunge la grande <strong>basilica del Carmine<\/strong>. La cupola della chiesa and\u00f2 in fiamme nell&#8217;inverno 1917 e fu tra i principali danni alle cose artistiche della citt\u00e0, sempre a causa di bombardamenti aerei. Sul fianco della chiesa si trova un bel monumento ai caduti della parrocchia, di recente restaurato. Per via Dante, oltre la duecentesca porta Molino, si raggiunge piazza dei Signori e, subito dopo, il <strong>Duomo<\/strong>: la sua facciata fu anch&#8217;essa colpita da bombe austroungariche, cos\u00ec come il vicino teatro Verdi.<\/p>\n<p>A poca distanza dal duomo, in via Marsala, si innalza la facciata di <strong>palazzo Papafava<\/strong>, una famiglia importante nella Padova dell&#8217;epoca, che aveva tra i suoi componenti vari ufficiali al fronte ed era in contatto con alti vertici militari e politici. Non a caso il palazzo ospit\u00f2, dal novembre 1917 alla fine del conflitto, il comando della Missione francese comandata dal generale Foch. Per tutta la durata del conflitto il palazzo fu un luogo di riferimento per i padovani, che seguivano le mosse dei Papafava per capire la gravit\u00e0 della situazione, in particolare dopo Caporetto, e tirarono un sospiro di sollievo quando videro che le signore Papafava non abbandonarono la citt\u00e0: significava che l&#8217;invasione austroungarica non ci sarebbe stata. Nel palazzo ebbe sede anche il &#8220;laboratorio Papafava&#8221;, un laboratorio di cucito allestito nel salone delle feste e frequentato da donne di diverse classi sociali unite dal lavorare assieme per preparare materiale da inviare ai soldati al fronte.<\/p>\n<p>\u00c8 tempo di raggiungere il cuore della citt\u00e0: siamo in via VIII Febbraio, ai piedi della facciata del <strong>municipio<\/strong> cittadino, vero &#8220;altare della patria&#8221; padovano eretto come un monumento ai caduti (si chiama palazzo Moretti Scarpari, dai nomi degli architetti che vinsero il concorso di progettazione). Un altro monumento prezioso \u00e8 il <strong>portone bronzeo del Bo<\/strong>, il palazzo che \u00e8 sede dell&#8217;universit\u00e0 di Padova, che ricorda gli studenti caduti per la patria. Un tempo si trovava all&#8217;ingresso del cortile storico, proprio di fronte al municipio, poi fu spostato di pochi metri all&#8217;ingresso dell&#8217;ala nuova. L&#8217;altro edificio che si affaccia sulal piazza \u00e8 lo storico caff\u00e8 Pedrocchi: dall&#8217;altro lato si trova l&#8217;ingresso al piano superiore, dove ha sede il <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=534\"><strong>Museo del Risorgimento e dell&#8217;Et\u00e0 contemporanea<\/strong><\/a>, dove sono raccolti anche cimeli e reperti dedicati alla Padova della Grande Guerra.<\/p>\n<p>Per via Roma si raggiunge quindi Prato della Valle, sede di parate militari: qui, nel rosso <strong>palazzo Zacco<\/strong> (oggi sede del Circolo ufficiali), aveva sede il <span class=\"st\">Comando della 10a Divisione Militare Territoriale che vi rimase per tutta la durata della guerra. Sul lato opposto della piazza, accanto alla basilica di Santa Giustina, nei chiostri del convento requisiti fin dall&#8217;epoca napoleonica (e poi ritornati ai frati solo in parte) si trovava la principale caserma cittadina, la <strong>caserma Vittorio Emanuele III oggi\u00a0 Salomone<\/strong> (dal nome di un asso dell&#8217;aviazione deceduto durante un atterraggio al campo di aviazione di Padova). La caserma divenne anche il principale <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1114\"><strong>ospedale militare<\/strong><\/a> cittadino, assieme a quello di via San Giovanni di Verdara, mentre la Croce Rossa trov\u00f2 spazio al Seminario vescovile, che si trova poco distante di fronte alla chiesa del Torresino. La parte arretrata della caserma costeggia il vecchio stadio della citta, eretto su un&#8217;area che durante la guerra fu occupata da mililtari, e che venne dedicato a Silvio Appiani, attaccante della squadra di calcio di Padova arruolatosi volontario e morto sul Carso nel 1915.<\/span><\/p>\n<p>Dal &#8220;Prato&#8221; si diparte Vittorio Emanuele II, la via da cui il re entr\u00f2 in citt\u00e0 nella Padova liberata durante la terza guerra d&#8217;Indipendenza (1866). A met\u00e0 della via, oggi come allora percorsa da una linea tranviaria, si eleva <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2009\"><strong>palazzo Dolfin, oggi Teresianum<\/strong><\/a>: qui il nipote del citato sovrano, anch&#8217;esso re con il nome di Vittorio Emanuele III, si rec\u00f2, nella mattina dell&#8217;8 novembre 1917, a portare al generale Luigi Cadorna la notizia della prossima destituzione. Qu\u00ec avvenne quindi il <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2009\">passaggio di consegne<\/a>, nella stessa giornata, con il generale Armando Diaz, giunto in serata. Il Comando supremo dell&#8217;esercito italiano rimase in questa sede fino al gennaio del 1918, poi si trasfer\u00ec ad Abano Terme, luogo pi\u00f9 sicuro e dove i comandi potevano stare raggruppati formando una vera cittadella militare. Pare che il Comando si sia trasferito anche per cercare di allontanare i bombardamenti aerei dalla citt\u00e0, che nel frattempo si erano fatti pesanti (dopo la citata strage al bastione della Gatta, infatti, erano cessati per quasi un anno fino a Caporetto).<\/p>\n<p>Proseguendo fino a piazzale Santa Croce, oltre il piazzale sulla destra si apre un vialetto privato ai piedi del bastione Alicorno che porta alla <strong>sede di Assoarma<\/strong> e di alcune associazioni combattentistiche cittadine: qui si trova, al piano superiore, una <strong>sala museale<\/strong> che riunisce le varie raccolte di cimeli, alcuni veramente unici, delle varie associazioni.<\/p>\n<p>Torniamo quindi verso il centro citt\u00e0: si pu\u00f2 prendere, dal Prato della Valle, via Luca Belludi per giungere al cospetto della basililca di Sant&#8217;Antonio, e quindi per via del Santo e via Zabarella raggiungere via Altinate. Qui si trova palazzo Bembo, sede del <a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2023\"><strong>museo della Terza Armata<\/strong><\/a>, scrigno di reperti di grande importanza, come, tra gli altri, la collezione delle firme dei soldati dell&#8217;armata, detta &#8220;Invitta&#8221;, di numerose fotografie, di una raccolta di columbigrammi e cos\u00ec via. Da via Altinate si pu\u00f2 rientrare alla stazione passando per il Tempio della pace, citato all&#8217;inizio di questo articolo. Buona passeggiata.<\/p>\n<p><strong>Emanuele Cenghiaro<\/strong><\/p>\n<p><em>Articolo in aggiornamento<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>La richiesta di un turista che, incuriosito dal nostro sito, chiede indicazioni su cosa visitare a Padova sulle orme della Grande Guerra, mi spinge a <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=2412\" title=\"Passeggiata per Padova ricordando la grande Guerra\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":1432,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,41,77],"tags":[],"views":2846,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2412"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2415,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2412\/revisions\/2415"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1432"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2412"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2412"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2412"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}