{"id":1667,"date":"2015-09-07T09:17:34","date_gmt":"2015-09-07T07:17:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1667"},"modified":"2015-09-08T09:00:30","modified_gmt":"2015-09-08T07:00:30","slug":"novello-papafava-dei-carraresi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1667","title":{"rendered":"Novello Papafava dei Carraresi"},"content":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa, nella sua villa di Frassanelle sui colli Euganei, il 10 aprile del 1973 cessava di vivere Novello Papafava dei Carraresi, aristocratico e intellettuale padovano, ricordato per aver ricoperto la carica di presidente della Rai nel triennio 1961\/64. Secondogenito della coppia Francesco Papafava (1864-1912) e Maria Bracceschi Meniconi (1867-1952), Novello nacque il primo giugno 1899, preceduto dalla sorella Margherita, venuta al mondo nel 1893. L\u2019erede maschio, tanto atteso, ripeteva il nome dell\u2019ultimo, sfortunato signore di Padova, quel Francesco Novello (1359-1406) contro il quale Venezia aveva sferrato, all\u2019alba del XV secolo, un decisivo attacco inteso a debellare definitivamente la signoria dei da Carrara, che aveva governato su Padova per poco meno di un secolo (1318-1405), ma un secolo d\u2019oro. Nel 1406 i veneziani eliminarono gran parte dei Carraresi: Francesco Novello venne ucciso assieme ai figli Francesco e Giacomo, mentre l\u2019altro figliolo Marsilio, rifugiatosi a Firenze, qualche tempo dopo tent\u00f2 una improbabile riconquista di Padova che lo condusse a una condanna a morte.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1671\" aria-describedby=\"caption-attachment-1671\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/PapafavaNovello-Bianca-Frassanelle-anni-CinquantaWEB.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1671 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/PapafavaNovello-Bianca-Frassanelle-anni-CinquantaWEB-300x178.jpg\" alt=\"PapafavaNovello-Bianca-Frassanelle-anni CinquantaWEB\" width=\"300\" height=\"178\" srcset=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/PapafavaNovello-Bianca-Frassanelle-anni-CinquantaWEB-300x178.jpg 300w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/PapafavaNovello-Bianca-Frassanelle-anni-CinquantaWEB.jpg 787w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1671\" class=\"wp-caption-text\">Novello e Bianca Papafava a Frassanelle negli anni Cinquanta (Foto arch. Espen)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando Novello venne al mondo, la famiglia Papafava gravitava a Firenze ove, fin dagli albori dello stato unitario, suo padre Francesco e il nonno Alberto (1832-1929) avevano preso dimora. La citt\u00e0 in cui si era stabilita la capitale d\u2019Italia fino alla breccia di Porta Pia rappresent\u00f2 non certo una residenza secondaria rispetto a quella di Padova e alla tenuta delle Frassanelle. Proprio nel capoluogo toscano Novello frequent\u00f2 il ginnasio, il prestigioso Liceo Michelangiolo dove avr\u00e0 modo di stringere amicizia con personalit\u00e0 del calibro Nello Rosselli, Gualtiero Cividalli e molti altri ragazzi destinati a recitare un ruolo da protagonisti nella storia culturale e politica italiana tra gli anni Venti e la Seconda guerra mondiale. Firenze volle dire soprattutto Gaetano Salvemini che vi insegnava e divent\u00f2 maestro sia di Novello sia della sorella Margherita; ma anche contatti con il mondo delle riviste fiorentine, di cui anche Giuseppe Prezzolini sar\u00e0 a lungo &#8211; cos\u00ec come per Novello, sinch\u00e9 saranno vecchi entrambi &#8211; un interlocutore e un frequentatore.<\/p>\n<p>Allo scoppio della Grande Guerra, nel maggio del 1915 i Papafava ritornarono nella citt\u00e0 del Santo stabilendosi nella dimora gentilizia di via Marsala, che in quegli anni rappresent\u00f2 un crocevia obbligato di Padova capitale al fronte. La parabola militare di Novello Papafava, non fosse altro perch\u00e9 \u00e8 quella di un valoroso \u00abragazzo del \u201999\u00bb, merita di essere, pur per sommi capi, raccontata: fin dal 30 aprile 1917 &#8211; perci\u00f2 non ancora diciottenne &#8211; si arruol\u00f2 soldato volontario nel 20\u00b0 reggimento artiglieria da campagna, che, come il 58\u00b0 fanteria, meriterebbe a pieno titolo la qualifica di reparto \u00abpadovano\u00bb, giacch\u00e9 ha partecipato ininterrottamente a 55 anni di vita della citt\u00e0 del Santo: qui infatti fu costituito il primo novembre 1889 e qui ebbe sede fino al 1943. Il reggimento era alloggiato in riviera S. Benedetto nella caserma allora chiamata \u00abAntonio Ferrero\u00bb, dal nome dell\u2019eroico artigliere che il 9 giugno 1888 salv\u00f2 dalle acque un bambino caduto in un fiume (divenne quindi caserma \u00abMonte Grappa\u00bb e infine, dopo la guerra di Liberazione, caserma \u00abGiacomo Prandina\u00bb, dal nome dell\u2019ingegnere padovano medaglia d\u2019oro della Resistenza, scomparso nel lager di Gusen).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1678\" aria-describedby=\"caption-attachment-1678\" style=\"width: 197px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/img356Papafava-web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1678 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/img356Papafava-web-197x300.jpg\" alt=\"img356Papafava-web\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/img356Papafava-web-197x300.jpg 197w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/img356Papafava-web.jpg 619w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1678\" class=\"wp-caption-text\">Novello Papafava in divisa militare nel 1919 (Foto arch. Espen)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tornando al conte Novello, fu in seguito ammesso al corso obbligatorio presso l\u2019Accademia militare di Torino e nominato aspirante sottotenente presso il 24\u00b0 reggimento artiglieria da campagna, quindi sottotenente di complemento nell\u2019arma dell\u2019artiglieria, dove nel 3\u00b0 reggimento da montagna merit\u00f2 una Medaglia di bronzo al valor militare: nell\u2019ultima decisiva battaglia, quale ufficiale di batteria \u00abcon sereno ardimento, con rapido e sicuro intuito della situazione, sotto violente raffiche del fuoco nemico, piazzava un pezzo da montagna della sezione ai suoi ordini a circa un centinaio di metri dalle mitragliatrici nemiche che ostacolavano l\u2019avanzata delle nostre truppe e, aiutando i serventi nel rifornimento delle munizioni, riusciva, col tiro preciso del cannone, a ridurre al silenzio le armi avversarie. Revine Lago (Vittorio Veneto) il 30 ottobre 1918\u00bb.<\/p>\n<p>Alla conclusione del conflitto, dal dicembre 1918 al marzo 1919 viene assegnato all\u2019Ufficio armistizio e confini del Comando Supremo, alle dipendenze del maggiore Ferruccio Parri. Il 21 settembre 1919, mentre era assegnato alla batteria di Voloska, ader\u00ec all\u2019occupazione di Fiume, reclamata a gran voce dal vate da Gabriele D\u2019Annunzio, di fatto realizzata da un reparto di granatieri comandato da Carlo Reina, assiduo frequentatore di casa Papafava.<\/p>\n<p>Novello Papafava si laure\u00f2 presso l\u2019ateneo patavino nel 1922 discutendo la tesi \u00abAntinomie dell\u2019idealismo attuale\u00bb con il prof. Erminio Troilo. Sempre nello stesso anno (27 settembre) si un\u00ec in matrimonio con Bianca Emo Capodilista (1899-1985), da cui avr\u00e0 otto figli.<\/p>\n<p>Dal \u201922 al \u201945 si dedic\u00f2 principalmente agli studi storici e filosofici, essendogli impedito di partecipare alla vita politica per la sua chiara avversione al regime. Ader\u00ec pertanto all\u2019associazione antifascista clandestina, firm\u00f2 il manifesto degli intellettuali antifascisti ed entr\u00f2 nel mirino dello squadrismo padovano, che pi\u00f9 volte diede assalto alla sua casa. Partecip\u00f2 all\u2019esperienza dei convegni di Camaldoli, culminati nel 1943 nel cosiddetto codice di Camaldoli, manifesto del cattolicesimo politico italiano rivolto al dopoguerra e ispirato alle encicliche sociali di Leone XIII.<\/p>\n<p>Nel 1942 collabora al periodico vaticano \u00abEcclesia\u00bb, entrando in rapporti con Alcide De Gasperi. Nel suo palazzo di Padova, messo a disposizione di Concetto Marchesi, nel settembre 1943 nacque il CNL (Comitato di Liberazione Nazionale) regionale veneto. In quell\u2019anno fu incarcerato per lunghi trenta giorni e la sua dimora cittadina requisita dalla Repubblica Sociale Italiane per collocarvi il ministero di Culturale Popolare, cosicch\u00e9 egli fu costretto a riparare alle Frassanelle.<\/p>\n<p>Nel dopoguerra rivest\u00ec svariate cariche pubbliche, tra le altre nella Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nell\u2019associazione ex combattenti, nell\u2019Accademia patavina di SS.LL.AA.<\/p>\n<p>Dal 4 gennaio 1961 all\u20198 giugno 1964 \u00e8 nominato presidente della Radiotelevisione Italiana, accompagnando in tale veste papa Paolo VI nel suo storico pellegrinaggio in Terra Santa e assistendo allo storico abbraccio di pace tra il pontefice e il patriarca Athenagora (4 gennaio 1964). Durante il suo mandato, inoltre, venne acquisita una sede prestigiosa per la sede regionale veneta della RAI, il barocco palazzo Labia di campo S. Geremia a Venezia.<\/p>\n<p>Delle attivit\u00e0 di storico e studioso di Novello Parafava daremo conto in altro articolo.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?page_id=522\">Alberto Espen<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa, nella sua villa di Frassanelle sui colli Euganei, il 10 aprile del 1973 cessava di vivere Novello Papafava dei Carraresi, aristocratico <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1667\" title=\"Novello Papafava dei Carraresi\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":4,"featured_media":1670,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,42,77],"tags":[33,32,203,202,208,185],"views":7168,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1667"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1667"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1695,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1667\/revisions\/1695"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1670"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}