{"id":134,"date":"2014-06-29T17:17:37","date_gmt":"2014-06-29T15:17:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=134"},"modified":"2014-07-25T22:39:29","modified_gmt":"2014-07-25T20:39:29","slug":"padova-e-la-memoria-della-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=134","title":{"rendered":"Padova e la memoria della Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p>La produzione massificata e indiscriminata di monumenti ai caduti della Grande Guerra trova i suoi presupposti gi\u00e0 in et\u00e0 postunitaria quando si pongono le basi per un processo di sedimentazione di una memoria storica nazionale. Si avvia cos\u00ec un percorso che Ettore Janni, nel 1918, descrive come una \u201cinvasione monumentale\u201d. La statuaria commemorativa diventa fulcro di un moderno processo di riqualificazione dell\u2019assetto urbano di molti centri di grande e media estensione coinvolgendone anche la toponomastica.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La Grande Guerra accentua queste trasformazioni dell\u2019arredo urbano imponendo anche nuovi processi sociali con l\u2019elaborazione del lutto collettivo sia in chiave laica che religiosa. Migliaia di monumenti, cippi e lapidi divengono luoghi di culto e venerazione popolare da parte dei cittadini e, come gli <em>her\u00f2a<\/em> dell\u2019antica Grecia &#8211; collocati al centro delle <em>agorai &#8211;<\/em> contribuiscono a far radicare nelle comunit\u00e0 un forte senso di appartenenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dall\u2019ottobre del 1922 Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica Istruzione, avvia, sul modello commemorativo canadese, una campagna di realizzazione di Parchi e Viali della Rimembranza da associare ai monumenti, e affidare alle cure di scolaresche per mantenere viva la riconoscenza ai caduti della propria citt\u00e0. Nel successivo ventennio fascista il regime, definendo le linee guida dell\u2019arte pubblica, scandisce sempre pi\u00f9 il ruolo dell\u2019artista nella societ\u00e0 fino ad annullarne l\u2019autonomia.<br \/>\nIn ambito commemorativo la regolamentazione si rende pressoch\u00e9 necessaria, per quella che Ugo Nebbia nel 1927 definisce \u00abla riboccante fioritura di sculture e monumenti che ovunque s\u2019\u00e8 abbarbicata, propagandosi senza tregua e senza controllo\u00bb. A quest\u2019epoca risalgono i pi\u00f9 imponenti monumenti ai caduti realizzati nell\u2019arco del dopoguerra.<\/p>\n<figure id=\"attachment_138\" aria-describedby=\"caption-attachment-138\" style=\"width: 193px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Fig-01-Palazzo-Moretti-Scarpari.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-138 size-medium\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Fig-01-Palazzo-Moretti-Scarpari-193x300.png\" alt=\"Fig 01 Palazzo Moretti-Scarpari\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Fig-01-Palazzo-Moretti-Scarpari-193x300.png 193w, https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Fig-01-Palazzo-Moretti-Scarpari.png 381w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-138\" class=\"wp-caption-text\">La facciata del municipio di Padova, &#8220;Altare della Patria&#8221; della citt\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\">In Veneto la risultanza di queste nuove soluzioni ideologiche \u00e8 distinguibile nell\u2019\u201cAltare della Patria\u201d di Padova. Nel 1919 il Comune bandisce un concorso per un nuovo palazzo civico che funga anche da spazio commemorativo. Nella facciata dell\u2019edificio i due progettisti vincitori, l\u2019architetto Romeo Moretti e l\u2019ingegner Giovanbattista Scarpari, danno risalto alla funzione memoriale, mentre negli spazi interni collocano gli uffici comunali. Realizzato in stile neorinascimentale il nuovo corpo di fabbrica si sviluppa su due piani e dialoga armoniosamente con gli altri edifici del comune con i quali si raccorda. Inaugurato nel 1928, accoglier\u00e0 i nomi dei caduti solo nel 1933. Al centro sopra l\u2019arco che d\u00e0 accesso al cortile municipale campeggia il bollettino della Vittoria di Diaz. Fra le decorazioni scultoree della facciata sull\u2019acroterio si stagliano quattro statue allegoriche delle virt\u00f9 fasciste &#8211; Valore, Disciplina, Sapienza, Lavoro \u2013 e dalla sommit\u00e0 della torretta con lanterna svetta la statua bronzea della Vittoria Alata.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quanti oggigiorno sono in grado di riconoscere il valore estrinseco del monumento? Da una serie di interviste da me condotte su un campione di circa 400 padovani di fasce d\u2019et\u00e0 eterogenee \u00e8 emerso che nessuna di queste persone ha saputo andare oltre l\u2019identificazione della sede municipale.<br \/>\nAltrettanto poco noto in citt\u00e0 \u00e8 il <a title=\"La tragedia del bastione della Gatta\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1\">sacello<\/a> dedicato alle vittime civili dei bombardamenti aerei che costituisce un ancor pi\u00f9 importante esempio di diversificazione d\u2019uso. Dopo il trasferimento del Comando Supremo e all\u2019aumentare dell\u2019offensiva nemica, sono pi\u00f9 di novecento le bombe che colpiscono Padova negli anni del conflitto. Durante i raid aerei molti civili trovano riparo nelle casematte di alcuni bastioni cinquecenteschi adibite a rifugi antiaerei. L\u201911 novembre 1916 una torpedine centra l\u2019area del cinquecentesco bastione della Gatta e novantatre civili &#8211; per i quali verr\u00e0 poi dichiarato il lutto cittadino \u2013 vi restano sepolti all\u2019interno. Nel 1918 in quel luogo il Comune inaugura una lapide commemorativa e nel 1925 viene eretto il sacello sopra al quale l\u2019ingegnere Tullio Paoletti progetta anche il primo moderno serbatoio cisterna dell\u2019acquedotto locale. Lo spazio circolare del sacello \u00e8 scandito e sorretto da contrafforti in calcestruzzo armato. Dal soffitto scende una lampada votiva in bronzo raffigurante la testa di Medusa e sulla parete di fondo un piccolo altare ripropone in rilievo bronzeo la deposizione del Mantegna. L\u2019imponente monumento \u00e8 inaugurato il 14 giugno 1925 alla presenza dei Generali Cadorna e Diaz ai quali, nello stesso giorno, viene consegnato il bastone di Marescialli d\u2019Italia nel Salone di Palazzo della Ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sono molti gli architetti e ingegneri che nel periodo post-bellico sono coinvolti nella produzione commemorativa: Antonio Zanivan, Renato Fabbrichesi, Romeo Moretti e Giovan Battista Scarpari per citarne alcuni dei pi\u00f9 famosi, mentre fra gli scultori che si distinguono a livello locale e nazionale spiccano i nomi di Napoleone Martinuzzi, Servilio Rizzato, Paolo Boldrin, Rocco Mozzato, Egisto Caldana, Virgilio Milani e Egisto Zago. Le loro opere, di grande impatto scenico, modificano sensibilmente la morfologia dei piccoli e medi centri urbani in cui si inseriscono.<br \/>\nUnico pittore noto a cimentarsi in quest\u2019ambito \u00e8 Silvio Travaglia che nel 1921 progetta il monumento di Luvigliano di Torreglia. Travaglia concepisce un monumento molto semplice, ma inserito in un contesto paesaggistico di grande spettacolarit\u00e0 con la cinquecentesca residenza estiva dei vescovi padovani quale sfondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vi sono monumenti molto simili a questo, opere di artisti meno noti, che indugiano nella reiterazione di soggetti iconografici quali il fante, l\u2019aquila e la vittoria alata. Nei centri pi\u00f9 piccoli, dove i monumenti si concentrano attorno ai luoghi cardine della vita sociale, essi non solo contribuiscono a costituire una identit\u00e0 collettiva ma divengono nuovo fulcro delle realt\u00e0 urbane che sono chiamati a riqualificare. La loro costruzione \u00e8 quasi esclusivamente subordinata a offerte di denaro e oblazioni da parte delle famiglie dei caduti e delle associazioni filantropiche e combattentistiche. Singolare l\u2019esempio nel comune di Baone che nell\u2019anteguerra concede l\u2019ampia area antistante la parrocchiale come campo per le partite di calcio della squadra di Este. Nel maggio del 1922 in questo stesso spazio viene inaugurato il monumento ai caduti: un\u2019alta colonna con capitello corinzio su cui svetta una vittoria alata che regge un ramo d\u2019alloro. La piazza, cos\u00ec rinnovata, diviene luogo di aggregazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel secondo dopoguerra, in concomitanza con la caduta del fascismo si assiste a livello nazionale a un fenomeno di ostilit\u00e0 ideologica che porta alla dispersione e distruzione di svariate opere architettoniche e monumentali legate alla cultura fascista. Molti comuni hanno intrapreso negli anni significativi interventi di riqualificazione del propri centri storici spesso ritenendo opportuno spostare, alterare o infine sopprimere tanti monumenti della Grande Guerra. Gi\u00e0 nel ventennio postbellico i monumenti subiscono sostanziali stravolgimenti strutturali per accogliere &#8211; secondo le direttive divulgate dal Ministero della Difesa &#8211; i nomi dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. In tempi recenti alcune amministrazioni comunali hanno considerato la rilettura in chiave moderna dei propri monumenti smantellandoli parzialmente per poi alloggiarli in nuove strutture integrate in progetti di riassetto urbano. \u00c8 questo il caso di Grantorto, Curtarolo, Borgoricco e molti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Spiace vedere come molti enti e istituzioni del padovano non abbiano ad oggi ancora intrapreso opere di ripristino e restauro di alcuni monumenti e lapidi di rispettiva pertinenza che versano in cattive condizioni. Tra questi spiccano \u2013 per urgenza di intervento \u2013 il sacello alle vittime civili dei bombardamenti aerei, il monumento ai caduti della Chiesa del Carmine e la lapide ai caduti del ponte di Salboro, oramai quasi illeggibile come quella della Chiesa di San Nicol\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La scultura dev\u2019essere in grado di trasformare il luogo in cui \u00e8 posta per affermare una \u201cvalenza testimoniale del proprio tempo\u201d secondo Arnaldo Pomodoro, per arricchire un contesto di ulteriori stratificazioni di memoria. Sebbene i monumenti ai caduti appartengano alla collettivit\u00e0 e abbiano assolto a questo compito, hanno subito una progressiva cancellazione dalla memoria comune. Solo negli ultimi tempi si \u00e8 registrata un\u2019inversione di tendenza grazie anche ad importanti censimenti sul territorio nazionale volti a restituire loro dignit\u00e0 storica nel rispetto di una continuit\u00e0 fra passato, presente, futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Silvia Zava<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>La produzione massificata e indiscriminata di monumenti ai caduti della Grande Guerra trova i suoi presupposti gi\u00e0 in et\u00e0 postunitaria quando si pongono le basi <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=134\" title=\"Padova e la memoria della Grande Guerra\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[69,1,77],"tags":[28,29,26,30,27],"views":7607,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=134"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":375,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/134\/revisions\/375"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}