{"id":1118,"date":"2015-02-24T15:07:17","date_gmt":"2015-02-24T14:07:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1118"},"modified":"2015-02-24T15:12:08","modified_gmt":"2015-02-24T14:12:08","slug":"ali-dalladige-al-brenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1118","title":{"rendered":"Ali. Dall&#8217;Adige al Brenta"},"content":{"rendered":"<p><span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\"><b style=\"font-weight: bold;\">Luigino Caliaro<br \/>\n<\/b><strong style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"color: #993300;\">Ali. Dall&#8217;Adige al Brenta<\/span><br \/>\n<\/strong><\/span><em>Aviani&amp;Aviani Editori, Udine<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abSicuramente \u00e8 un bellissimo sport, ma non vedo utilit\u00e0 per l&#8217;esercito\u00bb.<br \/>\nC<\/em>os\u00ec si esprimeva il generale francese Ferdinand Foch mentre assisteva a un\u2019esibizione aerea un paio d\u2019anni prima dello scoppio della Prima guerra mondiale. Mai affermazione, per\u00f2, si rivel\u00f2 cos\u00ec infelice e inesatta, poich\u00e9 a distanza di poco tempo l\u2019aeroplano ebbe modo di affermarsi come una delle nuove armi pi\u00f9 importanti (e letali) apparse sullo scenario di guerra, capace di portare, fatto questo raramente accaduto prima, distruzione e morte fuori dagli schemi classici delle linee di combattimento.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ali.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-1122 size-full\" src=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ali.jpg\" alt=\"Ali\" width=\"179\" height=\"256\" \/><\/a>Gi\u00e0 il 25 maggio 1915 la nostra aviazione bombardava la citt\u00e0 di Monfalcone, colpendo le officine elettriche e la stazione ferroviaria a opera di cinque velivoli del 3\u00b0 Gruppo: questa fu la prima azione in assoluto di attacco dal cielo con aeroplani. Da quel momento, e nei mesi successivi, l\u2019aviazione italiana si rafforz\u00f2 in sempre maggior misura trasformandosi in una potente ed efficace forza di appoggio alle forze terrestri e marittime, ma anche e soprattutto di offesa con i suoi reparti da caccia e da bombardamento. Negli anni di guerra il controllo dell\u2019aria divenne strategicamente fondamentale come quello sul territorio, e migliaia furono i voli e i duelli nei cieli. E anche se lo sviluppo dell\u2019aereo come arma ausiliaria fu sempre in rapporto con la guerra terrestre, i ruoli della forza aerea si decuplicarono cos\u00ec da impiegare gli stessi velivoli in ogni ruolo: ricognizione, caccia e bombardamento.Gli sforzi nella produzione e nell\u2019addestramento dei piloti arrivarono a toccare, nel 1918, livelli impensabili, fino a portare l\u2019aeronautica a essere una delle pi\u00f9 clamorose conquiste tecnologiche del tempo, con immense ripercussioni in campo civile nel primo dopoguerra.<\/p>\n<p>La \u00abnuova arma\u00bb s\u2019insedi\u00f2 in maniera profonda anche nel territorio veneto, in particolare a cavallo delle province di Padova e Vicenza. Gran parte dei campi di volo erano infatti ubicati all\u2019interno dell\u2019ideale confine geografico circoscritto dai corsi dei fiumi Adige e Brenta, in una posizione esemplare per le operazioni da compiersi sui contrafforti del Pasubio, del Grappa e dell\u2019altopiano di Asiago, che nel gioco complesso e talora contraddittorio delle vicende che caratterizzarono il corso della Grande Guerra sul fronte italiano, avrebbero costituito &#8211; per caratteristiche morfologiche, per valore strategico e soprattutto per le ripercussioni morali e psicologiche degli avvenimenti che in esse si svolsero &#8211; un settore fondamentale per le sorti dell\u2019intero conflitto. Sovizzo, Castelgomberto, Asiago, Villaverla, Nove, Casoni di Mussolente, S. Pietro in G\u00f9, Gazzo, S. Pelagio, Padova, Busiago, Isola di Carturo, Arqu\u00e0 Petrarca sono le localit\u00e0 che ospitarono i campi di volo, alcuni dei quali salutarono imprese entrate poi nella leggenda: sia sufficiente citare il celeberrimo raid su Vienna dell\u2019estate 1918, compiuto dall\u201987\u00aa squadriglia che decoll\u00f2 da S. Pelagio, e a lungo propugnato da D\u2019Annunzio, che non essendo pilota vi prese parte a bordo dell\u2019aereo di Natale Palli.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima non \u00e8 che una che delle tante e tante vicende e curiosit\u00e0 rievocate con dovizia di documentazione dal volume di gran formato <em>Ali. Dall\u2019Adige al Brenta <\/em>di Luigino Caliaro (Aviani &amp; Aviani editore, p. 298, 34,00 euro), che, grazie a un\u2019imponente selezione fotografica, ricostruisce l\u2019attivit\u00e0 aerea dei campi di volo padovani e vicentini. Pi\u00f9 di cinquecento immagini e cartine propongono l\u2019attivit\u00e0 appassionata, ma al tempo stesso alquanto rischiosa, dei piloti (altrimenti detti \u00abcavalieri del cielo\u00bb) del corpo aeronautico del regio esercito durante gli anni di guerra nei settori montani del Trentino e dell\u2019Alto Vicentino. Un capitolo specifico \u00e8 riservato alla descrizione dell\u2019attivit\u00e0 delle sezioni aerostatiche e dei tragici bombardamenti che devastarono le citt\u00e0 venete, Padova su tutte (ma anche Venezia sub\u00ec ingenti danni, con ripercussioni dolorose al patrimonio artistico). Rapporti di missione, stralci di racconti autobiografici e di corrispondenze dei piloti arricchiscono la pubblicazione e consentono una migliore comprensione della tragicit\u00e0 della guerra aerea, fatta con mezzi e in condizioni ambientali che, ai nostri occhi di oggi, restituiscono la dimensione del coraggio e dell\u2019abnegazione degli eroici \u00abragazzi\u00bb che su quei velivoli decollavano all\u2019avventura. Infine, una curiosit\u00e0 e un merito del libro: alcune pagine sono dedicate alla ricognizione fotografica e svelano le eccezionali immagini riprese da velivoli ricognitori nel corso di missioni sulle prime linee, offrendoci panoramiche uniche di paesi e citt\u00e0, nelle quali si possono riscontrare le pesanti trasformazioni che hanno investito il paesaggio veneto nel corso dell\u2019ultimo secolo.<\/p>\n<p><strong>Alberto Espen<\/strong><\/p>\n<p>Alberto Espen<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Luigino Caliaro Ali. 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