{"id":1114,"date":"2015-02-22T10:34:34","date_gmt":"2015-02-22T09:34:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1114"},"modified":"2015-02-22T10:35:58","modified_gmt":"2015-02-22T09:35:58","slug":"le-strutture-ospedaliere-a-padova-nella-grande-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1114","title":{"rendered":"Le strutture ospedaliere a Padova nella Grande Guerra"},"content":{"rendered":"<p>Poco risaputo \u00e8 il non indifferente sforzo organizzativo richiesto alla nostra citt\u00e0, a partire dalle prime settimane di maggio 1915, per l\u2019allestimento delle strutture ospedaliere pronte ad accogliere i numerosi feriti che era lecito ragionevolmente immaginare provenissero dalle linee di combattimento.<\/p>\n<p>Attorno a 1.500 posti letto furono predisposti fra l\u2019ospedale militare principale di via S.Giovanni da Verdara e la caserma di S.Giustina che, a fine agosto, liberata da gran parte della truppa (era allora la caserma ove era ospitato il 58\u00b0 reggimento fanteria), poteva vantare tutti i servizi, dalle sale operatorie alla farmacia, dai gabinetti di radiologia al reparto contumaciale. L\u2019ospedale civile cittadino dal canto suo mise a disposizione 600 posti; la direzione della sanit\u00e0 reper\u00ec quindi altri 120 all\u2019ospedale Fatebenefratelli, posto in via S.Giovanni da Verdura nei pressi dell\u2019ospedale militare, cos\u00ec come non lontano da quest\u2019ultimo edificio si trovavano i 300 posti letto organizzati alla scuola Arria.\u00a0Sempre nella medesima zona un\u2019altra struttura venne predisposta presso il patronato del Carmine (90 posti).<br \/>\nMa l\u2019intero tessuto urbano era stato interessato dall\u2019approntamento di strutture ospedaliere adeguate, che furono ricavate un po\u2019 dappertutto: per citarne qualcuna, 250 posti letto vennero sistemati all\u2019istituto (per \u201cragazzi discoli\u201d) Camerini Rossi, oltre 600 alla scuola professionale Pietro Selvatico(in un secondo momento occupati per\u00f2 dal battaglione dell\u2019universit\u00e0 castrense), 450 alla casa di ricovero, 200 nel collegio di S.Croce, 480 negli orfanotrofi ubicati allora in corso Vittorio Emanuele e in via delle Grazie, pressoch\u00e9 700 fra le scuole elementari Roberto Ardig\u00f2 e Reggia Carraresi. Infine, il comitato padovano della Croce Rossa allest\u00ec 600 posti letto nei saloni del seminario vescovile e 150 al pensionato universitario Petrarca.<\/p>\n<p>Se a Padova citt\u00e0 era stata attrezzata tutta questa complessa organizzazione, non da meno accadeva nell\u2019ambito del territorio provinciale: non solo nei centri maggiori del mandamento quali potevano essere Abano (1.450 posti letto utilizzando parte degli stabilimenti termali presenti nella cittadina termale), Cittadella (200), Monselice (300), Este (650), Montagnana (500), ma anche negli abitati di pi\u00f9 modeste dimensioni come ad Arsego ove a villa Pugnalin Valsecchi era sorto un convalescenziario posto sotto l\u2019egida della Croce Rossa. E poi anche gli ospedali civili di Piove di Sacco e di Conselve avevano destinato complessivamente 550 posti per le necessit\u00e0 del momento.<br \/>\nIn totale fra citt\u00e0 e campagna erano disponibili quasi 12.000 posti letto, cifra considerevolissima che, al di l\u00e0 della fredda elencazione dei numeri, non poteva assolutamente prescindere dall\u2019azione umanitaria e pietosa svolta da personale medico, infermieristico e volontario tra cui operava una nutrita schiera di crocerossine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Poco risaputo \u00e8 il non indifferente sforzo organizzativo richiesto alla nostra citt\u00e0, a partire dalle prime settimane di maggio 1915, per l\u2019allestimento delle strutture ospedaliere <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1114\" title=\"Le strutture ospedaliere a Padova nella Grande Guerra\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":4,"featured_media":1115,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[41,42,77],"tags":[130,144,129],"views":4361,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1114"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1114"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1114\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1116,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1114\/revisions\/1116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}