{"id":104,"date":"2014-06-18T16:42:56","date_gmt":"2014-06-18T14:42:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=104"},"modified":"2018-07-02T12:36:26","modified_gmt":"2018-07-02T10:36:26","slug":"caduti-e-decorati-padovani-nella-grande-guerra-bozza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=104","title":{"rendered":"Caduti e decorati padovani nella Grande Guerra &#8211; Le Medaglie d&#8217;oro"},"content":{"rendered":"<h3><span style=\"color: #800000;\"><strong>Medaglia d&#8217;oro al valor militare<\/strong><\/span><\/h3>\n<p><a title=\"Giulio Zanon, Medaglia d\u2019oro v.m.\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=943\"><span style=\"color: #000080;\"><strong>Giulio Zanon<\/strong><\/span><\/a>,\u00a0soldato di fanteria nella 9a Compagnia del 13\u00b0 Reggimento<br \/>\nNato a Bragni di Cadoneghe nel 1892, cadde il 30 giugno 1915 a Selz.<\/p>\n<p><em>&#8220;<span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\"><em>Con nobile abnegazione, sotto micidialissimo fuoco nemico, soccorreva e riusciva a trarre in salvo un soldato gravemente ferito. Durante l\u2019attacco alla baionetta, in una lotta corpo a corpo, liberava un soldato gi\u00e0 caduto prigioniero, uccidendo un nemico e fugandone altri. Visto in pericolo il proprio ufficiale, si slanciava avanti, facendogli scudo col proprio petto, e cadeva valorosamente crivellato di ferite. Selz, 30 giugno 1915.<\/em><\/span>&#8221; <\/em>(<span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\">Data del conferimento: 13\/11\/1915)<\/span><\/p>\n<p>Giulio Zanon &#8220;si era gi\u00e0 segnalato nel 1914 durante il terremoto di Avezzano traendo in salvo, dalle rovine della caserma del distaccamento, ufficiali e soldati tanto da essere proposto perla concessione di una\u00a0medaglia al valore e per\u00a0una ricompensa della Fondazione Carnegie. Partito per la guerra nel maggio 1915 con la 9a compagnia del citato 13\u00b0 fanteria, diede la vita per salvare un suo superiore, il tenente Ugo Leone&#8221;. (<em>Generazioni in armi<\/em>, il Poligrafo, Padova, 1995)<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"color: #000080;\"><strong>Lucindo Faggin<\/strong><\/span>, sottotenente nel 56\u00b0 Reggimento fanteria<strong><br \/>\n<\/strong>Nato a Padova il 29 agosto 1887, mor\u00ec\u00a0il 1\u00b0 novembre 1916 in ambulanza per le ferite riportate in combattimento\u00a0a\u00a0Nova Vas.<br \/>\n<em>&#8220;<span class=\"Apple-style-span\"><em>In ogni circostanza fu sublime e fulgido esempio di coraggio e di alte virt\u00f9 militari. Da maresciallo, ferito al viso durante un attacco, dopo medicato torn\u00f2 al combattimento, incuorando con nobili parole e con il suo ammirevole contegno i soldati a resistere ai contrattacchi nemici. Nominato ufficiale e non appena dimesso dal luogo di cura ov\u2019era stato ricoverato per la suddetta ferita, raggiunse il suo reparto, e bench\u00e8 nuovamente colpito in due parti del corpo durante l\u2019esecuzione di un servizio, rifiut\u00f2 di recarsi in luogo di cura. Il mattino successivo, precedendo il suo colonnello, al quale aveva dichiarato di voler far scudo del proprio corpo, sotto l\u2019infuriare di un bombardamento avversario, investito dallo scoppio di uno shrapnel, cadde nuovamente e pi\u00f9 gravemente ferito al capo. Trasportato all\u2019ospedale e impossibilitato a parlare, chiedeva per iscritto notizie del suo colonnello e dell\u2019esito dell\u2019azione. Ventiquattr\u2019ore dopo serenamente spirava. Monfalcone, 4 agosto 1916- Oppacchiasella &#8211; Nova Vas, 1\u00b0 novembre 1916.<\/em><\/span>&#8221;\u00a0<\/em>(<span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\">Data del conferimento: <span class=\"Apple-style-span\">19\/04\/1917<\/span>)<\/span><\/p>\n<div>Lucindo Faggin si era guadagnato sul campo i propri gradi di ufficiale. Aveva partecipato alla guerra italo-turca (o campagna di Libia,1911-12) segnalandosi in particolare nelle battaglie dell&#8217;oasi delle Due Palme (o di\u00a0<span style=\"color: #252525;\">Suani &#8216;Abd el-Rani, nei pressi di Bengasi)\u00a0<\/span>e a Psithos (isola di Rodi, maggio 1912), che gli valsero il grado di sergente e poi di sottotenente &#8220;per le innumerevoli prove di valore offerte nelle sanguinose azioni svoltesi nei primi giorni dell&#8217;agosto del 1916 sulle alture di Monfalcone. A quota 85, infatti, il Faggin, bench\u00e9 ferito nel viso, aveva seguitato a combattere agitando una bandierina tricolore sulla raggiunta trincea: medicato alla meglio, e contro il parere del medico curante, tornato al combattimento, aveva stupito tutti, superiori e dipendenti, per il suo contegno, che era una continua sfida alla morte&#8221;. \u00a0(<em>Generazioni in armi<\/em>, il Poligrafo, Padova, 1995)<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><span style=\"color: #000080;\"><strong>Mario Merlin<\/strong><\/span>. Oltre alle medaglie d&#8217;oro di Giulio Zanon e Lucindo Faggin va citata anche quella di\u00a0Mario Merlin, capitano di fanteria nel\u00a0Reggimento\u00a0Venezia. Fratello della nota senatrice Lina Merlin, era infatti nato a Chioggia (dove viveva la nonna materna) \u00a0il 27 agosto\u00a01889 da genitori padovani\u00a0residenti a\u00a0Pozzonovo, in provincia di Padova,\u00a0dove il padre Fruttuoso lavorava nel Comune; pi\u00f9 tardi la famiglia si trasfer\u00ec a Correzzola e a Codevigo, quindi a Padova. Morirono in guerra anche due suoi fratelli, Umberto e Carluccio, mentre sopravvisse un terzo, Antonio, tornato dal fronte nel 1919. Studente al liceo Tito Livio di Padova, si laure\u00f2 in Giurisprudenza nel 1914 a pieni voti (fu uno dei tre \u00a0studenti dell&#8217;ateneo padovano ad essere decorato con la Medaglia d&#8217;oro al valor militare, gli altri furono Federico Guella e Carlo Ederle). Convinto interventista (al contrario della sorella), entr\u00f2 in guerra nel 58\u00b0 Reggimento fanteria Abruzzi. Mor\u00ec il 29 settembre 1917, promosso capitano nell&#8217;84\u00b0 Reggimento fanteria Venezia, sulla Bainsizza.<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div><em>&#8220;Con fervore di apostolo e di soldato, seppe trasformare costantemente nel suo reparto il proprio entusiasmo e l&#8217;incrollabile fede nella vittoria. Offertasi novella prova al suo ardimento, pi\u00f9 volte si spinse volontario fin sotto le difese nemiche, per riconoscerne l&#8217;efficienza. Al momento dell&#8217;attacco, comandante di nuclei esploratori di una Brigata, balz\u00f2 per primo dalla trincea sotto la furia dell&#8217;artiglieria e delle mitragliatrici avversaria, piantando il tricolore sugli obiettivi raggiunti. Oltrepassati poi con le sue truppe infiammate dal suo mirabile esempio, fulmineamente sorprese, costrinse alla resa i rincalzi nemici. Corse ancora, infaticabile, in cerca di nuovi pericoli, finch\u00e9 lasci\u00f2 gloriosamente la vita sul campo. Altipiano della Bainsizza, 29 settembre 1917<em>.<\/em>&#8221;\u00a0<\/em>(<span class=\"Apple-style-span\" style=\"color: #000000;\">Data del conferimento:\u00a0<span class=\"Apple-style-span\">19\/04\/1917<\/span>)<\/span><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Si veda anche:\u00a0<a title=\"Medaglie d\u2019Argento e Bronzo e altre onorificenze padovane\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=1209\">Medaglie d\u2019Argento e Bronzo e altre onorificenze padovane<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Medaglia d&#8217;oro al valor militare Giulio Zanon,\u00a0soldato di fanteria nella 9a Compagnia del 13\u00b0 Reggimento Nato a Bragni di Cadoneghe nel 1892, cadde il 30 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/?p=104\" title=\"Caduti e decorati padovani nella Grande Guerra &#8211; Le Medaglie d&#8217;oro\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4,77],"tags":[20,71,21,98,22,97],"views":6200,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=104"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2623,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/104\/revisions\/2623"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.padovagrandeguerra.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}